Martedì, 19 Ottobre 2021
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L'Ue affida la vaccinazione a Pfizer: altri 1,8 miliardi di dosi fino al 2023. Solo Orban dice no

Firmato il contratto per la fornitura di vaccini nel prossimo biennio. Ma col numero di farmaci acquistati cresce anche il prezzo per ogni iniezione. Bruxelles riconosce l'affidabilità della tecnologia mRna

“È necessario essere un passo avanti rispetto al virus”. Le parole della commissaria europea alla Salute, Stella Kyriakides, segnano il primo accordo di fornitura di dosi vaccinali per il biennio 2022-23. Il nuovo contratto con Pfizer/BioNTech, preannunciato più volte nelle ultime settimane, prevede la consegna di 1,8 miliardi di dosi ai Paesi membri, tranne uno. L’Ungheria ha infatti preferito non partecipare al nuovo accordo concluso dalla Commissione europea per conto dei Governi nazionali. Non sono date a sapere le ragioni che hanno convinto il premier magiaro, Viktor Orban, a chiamarsi fuori. Potrebbe aver giocato un ruolo il prezzo delle dosi Pfizer, recentemente fissato - secondo le indiscrezioni - a 23 euro a vaccino. Un aumento che porta a 46 euro la somma necessaria per immunizzare ogni persona. 

I prezzi delle dosi

I prezzi dei vaccini anti-Covid sono informazioni strettamente riservate e la Commissione europea non ha mai confermato né smentito le cifre in circolazione. Tuttavia, a fine 2020 la segretaria di Stato al Bilancio del Governo belga, Eva De Bleeker, ha twittato il prezzo di ogni dose applicato ai Paesi Ue, salvo poi cancellare il post pochi minuti dopo (quando ormai le cifre erano già state riportate da numerose testate). Il vaccino più economico è l’AstraZeneca, che costa 1,78 euro a dose, poco più del 10% del prezzo applicato inizialmente da Pfizer/BioNTech, cioè 12 euro a dose. Una tariffa di quest'ultimo è poi lievitata prima a 19,5 euro e, infine, a 23 euro a vaccino, come riportato di recente dai media tedeschi. 

L'efficacia contro le varianti

A cambiare, oltre che il prezzo, potrebbero essere anche le caratteristiche del vaccino. Il nuovo accordo firmato dalla Direzione generale Salute della Commissione, guidata dall’italiana Sandra Gallina, prevede infatti l'acquisto di 900 milioni di dosi attuali o "di un vaccino adattato alle varianti", con un'opzione per l'acquisto di ulteriori 900 milioni di dosi. Con l’accordo concluso oggi Bruxelles spera dunque di mettersi al riparo dalla possibili future tipologie di Covid che renderebbero inutile la somministrazione delle dosi attuali. Tuttavia, l’Ema è stata chiara nel rassicurare sull’efficacia dei vaccini Pfizer contro le varianti oggi in circolazione. 

L'importanza dei partner affidabili

Nella scelta di Pfizer, la Commissione ha anche confermato di voler scommettere con decisione sui vaccini sviluppati secondo un metodo ben preciso. “Ci concentriamo prioritariamente - ha detto Kyriakides - sulle tecnologie che hanno dimostrato il loro valore, come i vaccini a mRNA, ma manteniamo aperte le nostre opzioni”. “I mesi scorsi - ha aggiunto la commissaria Ue - hanno chiaramente dimostrato la necessità di avere accesso a un ampio portafogli di vaccini e di tecnologie diverse, e l'importanza di partner affidabili”. Un chiaro riferimento, quest’ultimo, al rispetto delle scadenze da parte di Pfizer a fronte dei ritardi di AstraZeneca, con la quale la Commissione ha aperto due contenziosi in sede legale. 

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