Mercoledì, 22 Settembre 2021
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L'Ue come Trump: barriera sul confine lituano per fermare i migranti dalla Bielorussia

Lukashenko è accusato di far aumentare gli ingressi irregolari come arma di pressione contro le sanzioni imposte al Paese, e Bruxelles sta cercando nuovi modi per bloccare i flussi che sono cresciuti di oltre 50 volte rispetto allo scorso anno

Il muro voluto da Trump al confine con il Messico - foto Ansa EPA/ALONSO ROCHIN

Le relazioni tra l'Unione europea e gli Stati Uniti di Donald Trump non sono state tra le più idilliache. Ma ora a quanto pare Bruxelles vuole prendere esempio dall'ex presidente statunitense e seguire la sua strategia nella lotta all'immigrazione irregolare costruendo un muro (o meglio una “barriera” è stata la precisazione) sulla frontiera tra Lituania e Bielorussia per bloccare i flussi in arrivo dal Paese ex sovietico. È stata la commissaria europea agli Affari interni, Ylva Johansson, dopo un sopralluogo nella zona a parlare della "necessità di barriere fisiche per evitare" gli ingressi irregolari, che rispetto all'anno scorso sono aumentati di oltre cinquanta volte.

Bruxelles accusa il presidente Alexander Lukashenko di usare i migranti come "strumenti politici" per fare pressione sull'Unione europea affinché elimini le sanzioni imposte al Paese in seguito alla repressione attuata dal governo contro l'opposizione che ha denunciato brogli alle ultime elezioni. La stessa Johansson ha parlato di un "peggioramento" della situazione con i migranti "strumentalizzati dal regime di Lukashenko con false speranze". Nel precisare meglio le parole della commissaria oggi un portavoce di Bruxelles ha spiegato che si tratterebbe “di una barriera di una recinzione, quindi una differente infrastruttura" rispetto a un muro, ma insomma il risultato è lo stesso. Il portavoce ha poi sottolineato come la Commissione non finanzi direttamente la costruzione di barriere ma di "soluzioni integrate di gestione delle frontiere". Proprio a inizio luglio Frontex ha raddoppiato la sua presenza sulla frontiera lituana al fine di aiutare Vilnus a gestire meglio la situazione. Solo nelle ultime 24 ore sono arrivati circa 287 migranti e il totale per quest'anno si attesta a 3.832 rispetto ai soli 74 in tutto il 2020, secondo i dati ufficiali del governo lituano.

La stragrande maggioranza dei migranti proviene dall'Iraq (2.555) ma arrivano anche dalla Siria (124) e da Paesi africani come la Repubblica Democratica del Congo (191). I diplomatici affermano di aspettarsi che il numero di arrivi continui ad aumentare poiché i tentativi di convincere l'Iraq a interrompere i voli per la Bielorussia sono finora falliti. Minsk ha anche iniziato a negoziare la liberalizzazione dei visti con il Pakistan. In pratica molti migranti volano in Bieloruzzia da dove poi vengono liberamente lasciati passare per andare in Lituania, e quindi nell'Unione europea. La commissaria agli Affari interni si è impegnato per questo a intensificare il lavoro con la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, e con l'Alto rappresentante Ue, Josep Borrell, per fermare i voli verso la Bielorussia e anche per rimpatriare coloro che non hanno diritto a rimanere nell'Ue.

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