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Venerdì, 1 Marzo 2024
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Stop ai cookie entro fine anno: come l'Ue vuole cambiare la pubblicità online

La Commissione europea sta cercando alternative alle inserzioni basate sul tracciamento, con gli utenti sempre più stanchi degli annunci durante la navigazione

Migliorare la consapevolezza dei consumatori in merito al tracciamento dei dati e ridurre le pubblicità quando si naviga sul web. È questa la sfida della Commissione europea come parte dell'iniziativa volta ad eliminare gradualmente i cookie entro la fine dell'anno. "L'obiettivo sarebbe quello di proporre ai consumatori scelte più semplici di modelli pubblicitari", ha riportato la Commissione in una nota.

Questi piccoli file di testo che vengono installati nel browser dell’utente, consentendo di memorizzare alcune informazioni sul suo comportamento online, sono attualmente regolati dalla Direttiva ePrivacy e sono utilizzati per raccogliere il consenso al trattamento dei dati personali ai sensi del Regolamento generale sulla protezione dei dati (Gdpr). "Gli attuali meccanismi di consenso per i cookie possono tuttavia essere molto complessi, con banner che appaiono ogni volta che gli utenti visitano un nuovo sito web", ha dichiarato la Commissione. E questo porta alla cosiddetta "fatica da cookie", ossia il fatto di dover continuamente acconsentire o rifiutare il trattamento dei propri dati all'arrivo su un sito web.

È questo il motivo per cui il dipartimento per la tutela dei consumatori dell'Ue ha deciso di organizzare una serie di tavole rotonde per discutere la questione con le parti interessate, tra cui editori, inserzionisti e piattaforme digitali. La prima di queste, che si terrà il 28 aprile, discuterà la possibilità di "fornire metodi alternativi per la personalizzazione della pubblicità in cambio della continua gratuità dei contenuti a pagamento", si legge nella nota visionata da Euractiv. "L'obiettivo sarebbe quello di proporre ai consumatori scelte più semplici di modelli pubblicitari, rispettando, in tal caso, il loro desiderio di non essere tracciati", si legge ancora.

Il problema principale che è stato sollevato è quello della privacy, che sta generando una crescente perdita di fiducia negli utenti. "Tuttavia, ciò non significa che i consumatori siano contrari alla pubblicità personalizzata, poiché vogliono continuare a beneficiare di contenuti online a pagamento e di annunci pertinenti ". La personalizzazione "deve essere più rispettosa delle loro aspirazioni di privacy", ha chiarito la nota.

Consentire ai consumatori di prendere una decisione informata è una parte importante della discussione e questo emerge dallo sforzo della Commissione di fornire agli utenti informazioni più trasparenti sul contesto commerciale in cui si muovono. Un caso specifico è quello dei marketplace (piattaforme di commercio elettronico), che dovrebbero spiegare come vengono svolte le loro attività pubblicitarie, oltre a definire il loro modello di business primario.

Un punto critico riguarda la possibilità di impiegare browser o applicazioni per centralizzare le scelte degli utenti, evitando così di utilizzare i cookie ogni volta che si visita un sito web. Questa proposta non è nuova ed è in qualche modo controversa visto che la più grande azienda pubblicitaria del mondo, Google, possiede il browser web più popolare, Chrome.

Gli esperti stanno quindi cercando di trovare delle possibili alternative alla pubblicità basata sul tracciamento, in modo da poter eliminare definitivamente i cookie. A questo proposito, la Commissione si è interrogata su quali criteri di performance debbano essere utilizzati per valutare se le soluzioni alternative consentano agli editori di offrire annunci ugualmente "attraenti" agli inserzionisti e ai consumatori.

Quanto a possibili soluzioni in alternativa agli annunci, una proposta è quella di offrire ai consumatori la possibilità di scegliere delle opzioni predefinite nelle impostazioni dei loro browser. "Esistono soluzioni per la pubblicità mirata non basata sul tracciamento che siano indipendenti dai browser e dai sistemi operativi?", ha chiesto infine la Commissione nella nota.

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