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Giovedì, 26 Maggio 2022
Disinformazione

Fake news sui vaccini, la Commissione estende di 6 mesi il monitoraggio dei social

Esteso il programma di monitoraggio delle fake news, mentre Bruxelles chiede alle aziende digitali di approfondire l’impegno

È stato prolungato per un altro semestre il programma tramite cui l'Ue intende monitorare e arginare le fake news sul Covid-19 che si stanno propagando sui social e motori di ricerca, dai vaccini a quelle sull'esistenza stessa della malattia. Lo ha annunciato la Commissione europea, che ha presentato anche i report redatti dalle stesse piattaforme (Google, Mozilla, Linkedn, Facebook, Instagram, Twitter e TikTok). 

Un semestre in più

Il programma era stato avviato a settembre dell’anno scorso, e vede coinvolte le maggiori aziende proprietarie di piattaforme online, le quali partecipano in maniera essenzialmente volontaria al progetto di monitoraggio, contribuendo a scrivere il manuale delle regole che si applicano a loro stesse, e producendo periodicamente un resoconto dei progressi ottenuti. Vera Jourova, commissaria per i Valori e la trasparenza, ha dichiarato: “La pandemia non è ancora finita, ecco perché vogliamo che le piattaforme intensifichino gli sforzi per affrontare la disinformazione sul Covid-19, inclusa quella sui vaccini, in tutte le lingue dell’Ue. Ci aspettiamo anche che le piattaforme traducano le lezioni acquisite dal programma di monitoraggio del Covid in un quadro di monitoraggio più forte per il nuovo Codice anti-disinformazione”.

Combattere la disinformazione

Questi colossi digitali stanno lavorando a un Codice di condotta contro la disinformazione, con il quale si sono impegnati a rispettare una serie di regole e standard. L’accordo è stato criticato per il fatto che l’impegno delle aziende in questione sia sostanzialmente volontario, e anzi che le priorità e linee d’azione siano state fissate dagli stessi giganti del web cui le regole si rivolgono. Il programma della Commissione si basa su rapporti periodici, stilati da queste stesse aziende, in cui si elencano i progressi compiuti.

Per esempio, negli ultimi mesi YouTube ha esteso la sua politica contro la disinformazione in campo medico includendo anche le affermazioni relative ai vaccini che contraddicono il consenso delle autorità sanitarie locali o le indicazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms). TikTok ha aumentato il numero delle parole chiave e degli hashtag che fanno scattare automaticamente i banner informativi sul Covid-19 e i vaccini. Meta ha incluso nelle sue politiche contro la disinformazione anche le affermazioni relative ai vaccini per i bambini.

Aumentare l’impegno

Anche il commissario per il Mercato interno, Thierry Breton, ha richiesto un impegno maggiore: “I firmatari attuali e futuri devono lavorare insieme in modo efficiente e produrre un Codice forte. Le aspettative sono alte data la posta in gioco e il tempo stringe. Questo Codice sarà una svolta per adeguare la responsabilità delle piattaforme online, assicurando delle misure per combattere la disinformazione nell’Ue che siano tempestive, adeguate ed efficienti. Lo spazio informativo non dovrebbe essere un Selvaggio West che espone i cittadini ad un flusso incontrollato di disinformazione”.

Recentemente, altre 26 aziende si sono unite al processo di definizione del nuovo Codice, che dovrebbe essere ultimato entro il mese di marzo. La Commissione ha esortato i firmatari (nuovi e vecchi) a concludere rapidamente la revisione del Codice stesso, nel rispetto delle linee guida proposte da Bruxelles, e di aumentare gli sforzi nel monitorare contenuti fuorvianti.

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