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Mercoledì, 5 Ottobre 2022
La direttiva

Dsa e Dma, come l'Ue vuole rivoluzionare il nostro rapporto con social e app

Il Parlamento ha approvato un pacchetto di regole volte a contrastare il monopolio dei giganti digitali e proteggere gli utenti dalla disinformazione e dai contenuti pericolosi

Per anni internet e i social sono stati una terra di nessuno, un luogo dove nessuna legislazione poteva arrivare. Piano piano le cose sono cambiate ma sono irmasti troppi vuoti normativi che hanno permesso ai giganti del mondo digitale di costruirsi le proprie leggi. Ma ora l'Ue ha deciso di farsi spazio e imporre le sue regole, dando il via libera all'avvio dei negoziati con gli Stati membri sulle norme che stabiliscono ciò che le grandi piattaforme online potranno o non potranno fare all'interno dell'Ue. I governi dovranno ora discutere di un pacchetto di regole che comprende la legge sui mercati digitali (Dma) e la legge sui servizi digitali (Dsa). Parlamento europeo ha approvato la sua versione del testo, che è stato proposto inizialmente dalla Commissione nel dicembre dello scorso anno, nella Plenaria di questa settimana con una larghissima maggioranza, 642 voti favorevoli, 8 contrari e 46 astensioni. Gli Stati del Consiglio stanno discutendo la loro, e la versione finale che risulterà dalle trattative tra le due istituzioni potrebbe essere adottata già nella prima metà del 2022, riporta Politico.

Il giro di vite normativo arriva dopo anni di eccessi e pratiche dannose sulle piattaforme di Big Tech, come la pubblicazione di filmati di terroristi diventati virali, la condivisione massiccia di materiale pedopornografico e le pratiche ritenute anticoncorrenziali di alcune aziende come Amazon, Google, Facebook.

La Dma

La Dma vuole contrastare la posizione dominante di alcune piattaforme che nel corso degli anni sono riuscite a costruirsi un vero e proprio monopolio nel mondo di internet e mettere fine alle pratiche commerciali sleali. Queste aziende, anche chiamate "gatekeeper", ovvero "guardiani", detengono un potere talmente ampio da essere in grado di giocare un ruolo determinante sulle innovazioni future e sulle scelte dei consumatori, esercitando di fatto una funzione di controllo su imprese e utenti. Le misure, che potrebbero ancora cambiare, dato che il testo finale non è stato ancora approvato, prendono di mira una breve lista di aziende tecnologiche molto grandi e in gran parte americane, tra cui Google, Amazon, Facebook, Apple e Microsoft. Il fatto che la maggior parte di queste aziende siano statunitensi ha scatenato l'ira dei funzionari di Washington che accusano Bruxelles di prendere ingiustamente di mira le imprese della Silicon Valley.

Tra i punti chiave della legge sui mercati digitali vi è il divieto di posizionare i servizi e prodotti offerti dal gatekeeper stesso più in alto nelle liste di ricerca rispetto a servizi o prodotti offerti da terzi sulla piattaforma del gigante digitale. Inoltre, la legislazione mette al bando la pratica che non permette agli utenti la possibilità di disinstallare un software o una app preinstallata su un dispositivo nuovo. Il testo definisce inoltre i criteri per qualificare una grande piattaforma online come gatekeeper, aumentando inoltre le soglie per cui una società rientrerebbe nell'ambito di applicazione della legge. Le aziende trovate a violare le nuove leggi potrebbero andare incontro a multe tra il 4 e il 20 per cento del loro fatturato globale.

La Dsa

L'obiettivo del Dsa è quello di creare uno spazio digitale più sicuro per utenti e aziende digitali, proteggendo i diritti fondamentali online. La legislazione vuole reprimere le immagini di abusi sessuali su minori, contenuti terroristici e violenti, dando agli utenti un maggior controllo su ciò che apparirà loro online e proteggendoli da contenuti dannosi e illegali. La legge vuole facilitare la rimozione dei contenuti illegali, assicurando che questa venga effettuata nel modo più rapido possibile.

La normativa, aiuterà anche ad affrontare il tema della disinformazione politica o quella relativa alla salute e ad introdurre regole migliori per la moderazione dei contenuti e per la protezione della libertà di espressione. Gli utenti verranno informati nel caso di rimozione dei propri contenuti da parte delle piattaforme e avranno la possibilità di contestare questa decisione.

Per questo la legislazione vuole costringere le piattaforme ad adottare misure per proteggere i bambini attraverso la verifica dell'età e i controlli parentali. La Francia, si è già portata avanti in questo senso, ha ordinato questa settimana a cinque siti pornografici, di impedire ai minori di accedere ai loro contenuti entro due settimane. Se non si conformeranno a questo obbligo i siti dovranno affrontare il blocco totale del loro accesso nella nazione, riporta LeMonde.

Un'altra misura riguarda i creatori di contenuti online che otterrebbero nuovi diritti, tra cui quello di essere informati se la piattaforma ha limitato loro la visibilità di alcuni post o sospeso i pagamenti. In ultimo, marketplace online come Amazon, AliExpress e eBay dovranno investire più sforzi per controllare chi vende merci sulle loro piattaforme, un modo per combattere la diffusione di prodotti illegali e pericolosi online. In questo modo gli acquirenti online avrebbero un migliore accesso al risarcimento.

I governi dell'Ue vogliono dare alle aziende tecnologiche un anno e mezzo prima che il regolamento sulla moderazione dei contenuti si applichi, invece di tre mesi come inizialmente proposto, il che significa che il entrerebbe in applicazione non prima del 2024.

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