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Giovedì, 8 Dicembre 2022
Lo scenario

Le sanzioni alla Russia potrebbero essere illegali

Sono partiti i ricorsi alla Corte, in passato personalità eccellenti, come l'ex presidente ucraino e filorusso Yanukovych e quello egiziano Mubarak sono riusciti a farle annullare. E non sono stati i soli

L'Unione europea ha imposto sanzioni alla Russia di Vladimir Putin, colpendo non solo uomini politici ma anche imprenditori vicini al presidente, come risposta all'invasione dell'Ucraina. Ma ora molti di loro si stanno rivolgendo al tribunale comunitario, per avere il blocco dei loro beni annullato, accusando Bruxelles di averli puniti ingiustamente e in maniera illegale.

Sono più di 20 uomini d'affari, politici e altri individui legati al Cremlino che stanno facendo causa al Consiglio Ue, e tra loro c'è anche Roman Abramovich, ex proprietario della squadra di calcio del Chelsea, che è stato sanzionato a marzo per aver presumibilmente beneficiato dei suoi stretti legami Putin. E questa potrebbe essere solo la punta dell'iceberg, i primi ricorsi che potrebbero dare la stura ad altri casi, dato che l'Ue ha imposto il congelamento dei beni e il divieto di viaggio a più di 1.100 persone e a più di 80 società ed enti. I procedimenti dureranno probabilmente mesi, se non anni, ma non è detto che per l'Europa sarà facile vincerli, anzi, i precedenti raccontano che per Bruxelles sarà piuttosto dura. Ad esempio, nel 2019 la Corte si è schierata dalla parte di Viktor Yanukovych, ex presidente ucraino e filorusso, l'uomo che è stato poi rovesciato dalle rivolte di Maidan, e sempre la stessa Corte ha dato anche ragione all'ex presidente dell'Egitto, Hosni Mubarak, anche lui sanzionato dall'Unione.

Dal 2008 al 2015 l'Ue ha perso circa due terzi dei ricorsi legali contro le sue sanzioni, secondo uno studio richiesto dal Parlamento europeo, e per molteplici ragioni. La prima è che nel 2008 i giudici dell'Ue hanno stabilito che sono loro ad avere giurisdizione in materia, ma visto che sono applicate dai governi nazionali, spesso questi ultimi fanno degli errori rispetto alle direttive comunitarie invalidando così il procedimento. Ma come spiega Politico i funzionari dell'Ue hanno imparato dalle sconfitte giudiziarie e stanno elaborando le sanzioni in modo diverso, poi le attuali violazioni russe del diritto internazionale sarebbero così evidenti che le sanzioni difficilmente potrebbero essere ribaltate in Aula, e infine la pressione pubblica sui singoli governi dovrebbe fare in modo che questi non facciano sbagli.

"La maggior parte di esse resisterà al controllo giudiziario", ha previsto Hannah Neumann, membro del Parlamento europeo tedesco con i Verdi che segue da vicino il lavoro sulle sanzioni. "Il problema più grande che vedo al momento è come attuare realmente le sanzioni negli Stati membri", ha però aggiunto. Ad esempio se prendiamo in considerazione il periodo dal 2010 all'aprile 2021, l'Ue ha vinto 177 casi sulle sanzioni contro 122. Un miglioramento ma resta comunque un numero piuttosto alto di sconfitte.

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