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Lunedì, 17 Gennaio 2022
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L'Ue sanziona il Gruppo Wagner, i mercenari russi che combattono per Putin nel mondo

I Ventisette hanno adottato delle misure restrittive contro i contractors accusati di essere sul libro paga del Cremlino per destabilizzare la scena internazionale

Il cosiddetto Gruppo Wagner, una misteriosa compagnia militare privata russa coinvolta in gravi violazioni del diritto internazionale, è diventato il bersaglio delle ultime sanzioni decise dall’Unione europea. I Ventisette vogliono colpire quello che sarebbe il braccio armato (segreto) del Cremlino per lanciare un messaggio chiaro alla Russia di Vladimir Putin: qualunque escalation militare in Ucraina avrà delle pesanti conseguenze economiche e politiche. La tensione tra Kiev e Mosca si sta alzando, con diversi alleati nel blocco occidentale che temono si stia per giungere ad un’invasione terrestre ed un conseguente scontro militare. 

Le sanzioni di Bruxelles

Il Consiglio Ue dei ministri degli Esteri ha adottato un pacchetto di misure restrittive nei confronti del Gruppo Wagner e di otto persone e tre entità ad esso collegate. Il comunicato del Consiglio definisce quelle del gruppo come “attività sovversive” e “destabilizzanti” e sottolinea che le sanzioni mostrano “la forte determinazione dell’Ue a difendere i propri interessi e valori nel suo vicinato e oltre e a intraprendere azioni concrete nei confronti di coloro che minacciano la pace e la sicurezza internazionali e violano il diritto internazionale”.

Nello specifico, le misure includono il congelamento dei beni nel territorio Ue, il divieto di viaggio in Europa e il divieto per chiunque nell’Ue di finanziare, direttamente o indirettamente, il gruppo e le persone e entità ad esso connesse. È la prima volta che Bruxelles accusa pubblicamente la Russia di avere dei legami stretti con il corpo militare, e che impone sanzioni personali su diverse figure che ne costituirebbero degli elementi di primo piano, come Yevgeny Prigozhin, chiamato ironicamente “il cuoco di Putin” per la sua vicinanza al presidente russo e accusato di essere coinvolto nella destabilizzazione della Libia e nelle ingerenze nelle elezioni americane del 2016.

Mercenari russi

C’è una coltre di segretezza sulla composizione e l’operato di questo gruppo: si sa sostanzialmente che si tratta di una galassia di società private di mercenari (contractors) con sede in Russia e si presume che abbia forti legami con Putin. Tuttavia, finora è stato difficile provare sia l’esistenza di tale collegamento sia l’effettivo impiego di questi mercenari in diversi scenari di conflitto nelle zone “calde” del pianeta, nonostante alcune inchieste giornalistiche abbiano contribuito a gettare della luce sulla faccenda.

Ad esempio, si è investigato sulla presenza di questi contractors russi in Ucraina orientale (in appoggio ai separatisti filo-russi), così come in Siria (per supportare il regime di Bashar al-Assad), in Venezuela (al fianco di Nicolás Maduro), in Libia (dove hanno combattuto con le milizie di Khalifa Haftar contro il governo di Fayez al Serraj, riconosciuto dall’Onu), nella Repubblica Centraficana (dove sono sospettati dell’uccisione di tre giornalisti russi) e nella regione del Sahel (soprattutto nel Mali, dove sono accusati di crimini di guerra).

Da parte sua, il Cremlino ha sempre negato qualunque legame con loro, sostenendo che agisce in qualità di milizia privata e non riceve istruzioni da Mosca. Gli analisti sottolineano che per la Russia sia comodo ricorrere ai mercenari perché questo le consente di non prendersi responsabilità per le loro azioni, mentre di fatto essi combattono una guerra per procura e difendono i suoi interessi geo-strategici.

Tutti contro Mosca

Le sanzioni decise dai Ventisette contro il Gruppo Wagner rappresentano un inasprimento della posizione di Bruxelles verso la Russia e fanno parte del tentativo dei Paesi occidentali di porre un freno alla rinnovata aggressività di Putin in politica estera. “Siamo in modalità deterrenza”, ha dichiarato il capo della diplomazia Ue Josep Borrell. Contro il presidente russo stanno cercando di fare fronte comune soprattutto gli Stati Uniti e l’Ue, a partire dallo scacchiere al momento più caldo, quello dell’Ucraina orientale, contesa tra il governo di Kiev e le milizie separatiste sostenute da Mosca e intorno alla quale si stanno ammassando truppe russe in gran numero.

Il presidente americano Joe Biden sta mantenendo un approccio più duro verso il Cremlino rispetto al suo predecessore Donald Trump e ha ribadito l’appoggio “incrollabile” di Washington per Kiev. Allo stesso modo è cambiato l’atteggiamento del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che sta cercando di arginare sempre più l’influenza russa nel Paese e di far entrare l’Ucraina nel blocco della Nato, facendo salire la preoccupazione a Mosca.

Ma l’Europa accusa Putin di essere anche l’artefice della crisi dei migranti al confine con la Bielorussia, che ha messo grande pressione sugli Stati Ue orientali come Polonia e Lituania, la quale ha avvertito che Mosca si starebbe preparando alla “guerra totale” contro l’Ucraina. Dal canto suo, anche la Francia ha fortemente appoggiato le sanzioni contro il Gruppo Wagner, dal momento che Parigi è ancora presente militarmente nella regione subsahariana del Sahel. Anche Berlino, infine, sta ritardando l’approvazione del controverso gasdotto Nord Stream 2, che collega direttamente la Russia alla Germania, per evitare di fornire a Putin l’ennesima arma per esercitare pressione politica sia sull’Europa che sull’Ucraina.

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