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Giovedì, 29 Febbraio 2024
La proposta / Cina

Le società hi-tech della Cina che aiutano la Russia

Per la prima volta la Commissione europea potrebbe colpire con delle sanzioni delle società cinesi. Nel mirino anche Turchia e Kazakistanµ

Sette società tecnologiche con sede in Cina potrebbero venire sanzionate dall'Unione europea perché accusate di sostenere l'invasione della Russia in Ucraina. Lo riporta il Financial times. Se la notizia sarà confermata, si tratterebbe della prima volta dall'inizio della guerra che l'Ue mette nel mirino Pechino con delle misure punitive. Una mossa che potrebbe creare tensioni tra l'Europa e la Cina.

Le pressioni Usa

Bruxelles ha finora evitato di colpire Pechino, sostenendo che nessuna prova ha dimostrato che stesse fornendo direttamente armi a Mosca. Di diverso avviso gli Stati Uniti, che invece hanno già sanzionato alcune compagnie cinesi per il loro presunto supporto all'esercito russo. Washington, negli ultimi mesi, ha aumentato le pressioni sui partner europei perché seguano il loro esempio, e si schierino con maggiore decisione al fianco degli Usa nel braccio di ferro con Pechino intorno a Taiwan.

La prima risposta dell'Ue è stata affidata alle dichiarazioni, in particolare della presidente della Commissione Ursula von der Leyen, che nelle settimane scorse ha sferzato la Cina chiedendo di non sostenere Vladimir Putin e di mostrare un maggiore impegno per porre fine alla guerra in Ucraina. "Ci aspettiamo che la Cina non fornisca sostegno militare alla Russia", aveva detto von der Leyen a inizio aprile incontrando Xi Jinping. Ciò rappresenterebbe "una violazione del diritto internazionale e danneggerebbe il nostro rapporto", aveva avvertito con un chiaro riferimento agli interessi commerciali della Cina in Europa.

L'aiuto tecnologico (non solo cinese)

Pechino, dal canto suo, aveva risposto confermando il suo impegno per la pace, e pochi giorni fa era arrivata la prima telefonata ufficiale di Xi Jinping al presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Per diversi esperti, la Cina ha voluto lanciare un messaggio all'Ue affinché non si schieri con Washington nella lotta per l'influenza globale. Le eventuali sanzioni di Bruxelles andrebbero però in direzione opposta. Secondo il Financial times, sette aziende cinesi sono sospettate di vendere attrezzature tecnologiche alla Russia che potrebbero essere utilizzate in ambito militare. Si tratta delle cosiddette tecnologie 'dual use', ossia beni che possono essere usati sia per fini civili, sia per l'esercito.

Nell'elenco delle sanzioni, che richiede l'approvazione unanime dei 27 Stati prima della loro applicazione, ci sono le 3HC Semiconductors, King-Pai, Sinno Electronics e Sigma Technology. La proposta di sanzioni della Commissione europea, sempre secondo il Financial times, afferma in particolare che, "in considerazione del ruolo chiave abilitante dei componenti elettronici per l'uso da parte del complesso militare e industriale della Russia per sostenere la guerra di aggressione contro l'Ucraina, è opportuno includere anche alcune altre entità nei Paesi terzi coinvolti nell'elusione delle restrizioni commerciali". Le misure dovrebbero colpire anche "alcune entità russe coinvolte nello sviluppo, produzione e fornitura di componenti elettronici per il complesso militare e industriale della Russia".

La Cina non sarebbe l'unico Paese su cui si sta concentrando il lavoro della Commissione. Bruxelles sta anche definendo un piano per colpire altri Paesi terzi che starebbero aiutando la Russia o direttamente, o chiudendo più di un occhio sul commercio di attrezzature, componenti e software per fini bellici verso Mosca. Secondo Politico, questa stretta potrebbe colpire anche la Turchia e il Kazakistan.

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