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Domenica, 14 Aprile 2024
Vertice Ue

"Ue rischia dipendenza da Cina su digitale e materie prime come con la Russia sul gas"

L’allarme di Ursula von der Leyen al termine della riunione dei leader Ue sul rapporto con Pechino. Tensione sul bilaterale Scholz-Xi

Non ripetere gli errori fatti in passato con la Russia rendendosi nuovamente dipendenti da una potenza straniera e con mire espansionistiche. Il monito è arrivato dalla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, al termine del summit Ue nel quale è emersa, ancora una volta, la spaccatura interna al Vecchio Continente sui rapporti con Pechino. A preoccupare Bruxelles è soprattutto il riavvicinamento tra la Germania e la Cina testimoniato dall’annunciato sì di Berlino alla partecipazione cinese nella proprietà del porto di Amburgo e la prossima missione nel Paese asiatico del cancelliere Olaf Scholz: il primo leader del G7 a incontrare Xi Jinping dall’inizio della pandemia. 

La Cina come la Russia

“Abbiamo imparato la nostra lezione sull'eccessiva dipendenza dai combustibili fossili dalla Russia e su quanto sia difficile ma necessario sbarazzarsi di questa dipendenza”, ha detto von der Leyen, che in passato è stata ministra del governo di Angela Merkel finito nel mirino negli ultimi mesi per aver reso la prima economia europea dipendente dall’energia russa. “Nel caso della Cina - ha avvertito la politica tedesca - c’è il rischio della dipendenza dalle tecnologie e dalle materie prime”. “Pertanto, le priorità sono: rafforzare le nostre capacità e, naturalmente, anche diversificare l'approvvigionamento di materie prime verso fornitori affidabili e di fiducia”.

Il rapporto col Dragone

Oltre ai rischi posti dalla dipendenza tecnologica da Pechino, la numero uno dell’esecutivo europeo ha ricordato che “stiamo assistendo a un’accelerazione delle tensioni” con il Dragone. “È stato molto chiaro dal Congresso del Partito comunista che il presidente Xi sta continuando a rafforzare il corso molto deciso e autonomo che la Cina ha intrapreso”. Una strada segnata, a detta di von der Leyen, “dalla missione per stabilire il suo dominio nell'Asia orientale e la sua influenza a livello globale”. “Allo stesso tempo, a febbraio abbiamo assistito alla cosiddetta partnership ‘senza limiti’ tra Russia e Cina, proprio prima dell'invasione dell'Ucraina”. Tutti elementi che, ha avvertito la presidente, “influenzeranno le relazioni Ue-Cina”. Il tema è stato discusso nella riunione del Consiglio europeo a Bruxelles, ma leader si sono limitati a ‘partorire’ appena un riga nelle conclusioni che recita: “Il Consiglio europeo ha tenuto una discussione strategica sulle relazioni dell'Unione europea con la Cina".

Davvero la Germania venderà il porto di Amburgo alla Cina? Il viaggio di Scholz a Pechino

La parole di von der Leyen in conferenza stampa suonano come un monito soprattutto al Paese d’origine della presidente, la Germania, il cui governo è finito sotto accusa per il riavvicinamento alla Cina. Tuttavia, il cancelliere Scholz ha confermato il suo viaggio a Pechino a inizio novembre che potrebbe aprire un nuovo capitolo nella relazione tra la prima economia europea e il gigante asiatico.

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