Martedì, 16 Luglio 2024
L'annuncio / Iran

L'Ue sanziona il ministro dell'Interno e il capo delle forze dell'ordine iraniane

In tutto 29 persone ed entità sono state colpite tra cui anche la Tv di Stato e 4 membri della squadra che ha arrestato Masha Amini, Bruxelles condanna "la violenta repressione dei manifestanti"

L'Unione europea ha inserito altre 29 persone e entità nella lista dei sanzionati, tra cui il ministro degli Interni e la tv di Stato Press TV, accusata di aver trasmesso "confessioni forzate" di detenuti dopo la repressione delle proteste per la morte di Mahsa Amini, la giovane arrestata dalla polizia per aver indossato male il velo.

"Oggi imponiamo ulteriori sanzioni ai responsabili della repressione dei manifestanti iraniani", ha annunciato il capo della diplomazia dell'Ue Josep Borrell dopo che i 27 ministri degli Esteri hanno approvato le misure. Il ministro dell'Interno iraniano Ahmad Vahidi, capo delle forze dell'ordine iraniane (Lef), è accusato di aver commesso "gravi violazioni dei diritti umani" durante la repressione delle proteste. L'Ue ha inoltre sanzionato i quattro membri della squadra che ha arrestato Masha Amini e il capo della polizia informatica iraniana, Vahid Mohammad Naser Majid, per "la sua responsabilità nell'arresto arbitrario di persone che esprimono critiche al regime iraniano online".

Le sanzioni dell'Ue riguardano anche il generale di brigata Kiyumars Heidari, comandante delle forze di terra dell'esercito iraniano, e i capi provinciali delle Lef e del Corpo delle guardie rivoluzionarie islamiche (Irgc). "L'Ue condanna fermamente l'inaccettabile e violenta repressione nei confronti dei manifestanti. Siamo al fianco del popolo iraniano e sosteniamo il suo diritto a protestare pacificamente e ad esprimere liberamente le sue opinioni", ha detto Borrell. In totale l'elenco dei sanzionati dall'Ue in Iran comprende ora 126 persone e 11 entità in totale.

Con quest'ultimo intervento sanzionatorio l'Ue esorta ancora una volta l'Iran a "fermare immediatamente la violenta repressione contro i manifestanti pacifici, a liberare i detenuti e a garantire il libero flusso di informazioni, incluso l'accesso a Internet".  Inoltre, l'Ue esorta Teheran a "chiarire il numero di morti e arrestati". Anche l'uccisione di Mahsa Amini "deve essere indagata in modo indipendente e trasparente e ogni responsabile della sua morte deve risponderne".

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