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Sabato, 18 Maggio 2024
Il caso / Ucraina

Von der Leyen: "Subito negoziati di pace se Putin ferma bombe". Ma dimentica il ritiro dall'Ucraina

Le parole della presidente della Commissione europea. A giugno il summit in Svizzera chiesto da Zelensky. Ma snobbato da Mosca

"Se Putin fermasse i bombardamenti ci potrebbero essere negoziati di pace il giorno dopo" ma "il processo di pace deve essere guidato dagli ucraini. È loro diritto farlo". Lo ha detto la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen nel corso di un incontro con il ministro degli Esteri Antonio Tajani e i giovani di Forza Italia alla Fondazione De Gasperi. Parole che arrivano nel pieno dell’avanzata russa nella regione di Kharkiv, che sta mettendo a nudo le difficoltà dell’esercito di Kiev. Le stesse autorità ucraine hanno parlato di "momento difficile" ammettendo che Mosca sta conseguendo "successi tattici".

Il ritiro "dimenticato" da von der Leyen

In questo clima di preoccupazione per l’Ucraina, il messaggio di von der Leyen sembra dimenticare un particolare non da poco: il ritiro delle truppe del presidente Vladimir Putin dalle regioni ucraine occupate. Non è la prima volta, infatti, che la leader Ue apre ai negoziati di pace, ma finora lo ha fatto ponendo sempre la condizione, richiesta da Kiev, che Mosca restituisca agli ucraini i territori sottratti in seguito all’invasione (fino a non molto tempo fa, Volodymyr Zelensky chiedeva anche la Crimea).

Non è chiaro se quella di von der Leyen sia stata o meno una dimenticanza dovuta all’ambiente informale (l’incontro in questione è avvenuto nel quadro della sua campagna elettorale per la rielezione alla guida della Commissione e con un pubblico ‘amico’). Fra un mese, il 15 e il 16 giugno, si terrà in Svizzera un summit internazionale sul futuro dell’Ucraina che, almeno nelle speranze dei promotori, dovrebbe porre le basi per futuri negoziati di pace. 

Berna ha assicurato la sua volontà di avere al tavolo la Russia, che però sostiene di non essere stata invitata. Di sicuro c’è che il summit, richiesto dallo stesso Zelensky, partirà da un assunto: il ritiro delle truppe russe dai territori occupati. Un assunto condiviso finora dall’Ue (salvo alcune eccezioni, come l’Ungheria di Viktor Orban). Ma Mosca, su questo, non intende fare passi indietro.

Il nuovo fronte che mette in difficoltà Kiev: "Non riusciamo a fermare l'avanzata russa"

Blinken è a Kiev

Intanto stamane il capo della diplomazia statunitense, Antony Blinken, è arrivato a Kiev questa mattina per una visita a sorpresa volta a rassicurare gli ucraini sul continuo sostegno degli Stati Uniti e a promettere armi in un momento in cui la Russia sta conducendo un'offensiva nella regione di Kharkiv (nord-est). Blinken, alla sua quarta visita a Kiev dall'inizio dell'invasione russa nel febbraio 2022, è arrivato con un treno notturno dalla Polonia e dovrebbe incontrare il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.

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