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Domenica, 14 Aprile 2024
Il documento / Ucraina

"Dall'Ue 1 miliardo per acquistare munizioni per l'Ucraina"

Lo scrive il quotidiano spagnolo El Pais. Il piano di Bruxelles per sostenere la battaglia nel Donbass

Dopo i vaccini, l'Europa è pronta all'acquisto congiunto di armi per sostenere l'Ucraina. Il piano di Bruxelles prevede di finanziare con un miliardo di euro gli appalti per rifornirsi di munizioni da mandare a Kiev, principalmente obici. Lo riporta il quotidiano spagnolo El Pais, che cita una bozza di una proposta della Commissione europea che dovrebbe essere presentata nei prossimi giorni.

Secondo El Pais, il meccanismo è simile a quello messo in piedi per i farmaci anti-Covid: i fondi stanziati da Bruxelles serviranno a "rimborsare" gli Stati membri per le loro "donazioni" di armamenti all'Ucraina. Nel documento, la Commissione esorta i governi del blocco a inviare "immediatamente" munizioni in Ucraina prendendole "dai loro arsenali" o dalle scorte che sono oggetto di "ordini pendenti". Si parla in particolare di artiglieria a lungo raggio (gli obici, per l'appunto), che sono sempre più strategici per la battaglia nel Donbass contro le truppe di Mosca, il cui epicentro è al momento a Bakhmut.

Qui, le truppe ucraine stanno cercando di tenere il più impegnato possibile l'esercito russo e i mercenari di Wagner: la città è sotto il fuoco incrociato da mesi, e il Cremlino ne vuole la conquista totale. La resistenza di Kiev mira non solo a non perdere il controllo di Bakhmut, ma anche, se non soprattutto, a fiaccare l'avanzata ne Donbass di Mosca. Il problema, come segnalato a più riprese dai leader ucraini, ma anche dai mercenari di Wagner, è che l'assedio sta svuotando le riserve di munizioni di entrambi i fronti. L'ultimo appello di Kiev risale alla scorsa settimana, quando il ministro della Difesa Oleksii Reznikov ha chiesto ai suoi omologhi dell'Ue di velocizzare l'invio di aiuti militari.

Sulla carta, tra i ministri europei c'è largo consenso sul soddisfare le richieste ucraine, ma alcuni governi frenano sui tempi di consegna, a causa del timore che una fornitura massiccia e rapida possa svuotare i loro stock di munizioni, con conseguenti rischi per la loro difesa. Sullo sfondo, ci sarebbe anche un grave problema di produzione industriale di obici e simili, che non è in linea, per tempi e quantità, con lo sforzo bellico richiesto dal fronte ucraino. La Commissione vorrebbe superare tali criticità con una proposta in tre punti. Il primo è un ulteriore allargamento delle risorse del Fondo europeo per la pace, che è già servito per "per pagare gli Stati membri per munizioni e armi inviate in Ucraina per un valore di 3,6 miliardi di euro" da quando è iniziata la guerra, scrive El Pais.

Inoltre, "per rendere più allettante il trasferimento e superare la resistenza dei Paesi preoccupati per i loro arsenali esauriti", Bruxelles propone un nuovo schema in base al quale gli Stati membri "saranno pagati fino a 90% delle munizioni che inviano a Kiev". Infine, date le lentezze della produzione interna all'Ue di armamenti, il piano prevede di invitare Paesi terzi, ma "che la pensano allo stesso modo", ad aderire al programma di acquisto congiunto. Il riferimento dovrebbe essere in particolare alla Norvegia. La proposta della Commissione dovrebbe essere presentata nelle prossime ore per essere discussa al tavolo dei ministri della Difesa dei ventisette previsto il 7 e 8 marzo a Stoccolma. 

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