rotate-mobile
Sabato, 20 Aprile 2024
Industria bellica

Dall'Ue 2 miliardi per le munizioni a Kiev: ma le forniture rischiano di arrivare tardi

Raggiunta l'intesa tra i ministri degli Esteri per gli acquisti congiunti. Italia non aderisce al primo accordo per aiutare l'Ucraina

Le munizioni come i vaccini. I ministri degli Esteri dell'Unione europea hanno dato il via libera al testo che permetterà l'acquisto congiunto di munizioni per rifornire l'Ucraina e ricomporre le scorte dei Paesi membri. I rappresentanti dei governi, riuniti al Consiglio Ue, hanno anche stabilito che gli Stati potranno finanziare congiuntamente le forniture di munizioni all'Ucraina per una somma fino a 2 miliardi di euro, messa a disposizione attraverso l'European Peace Facility, un meccanismo che ricorda quello usato durante la pandemia per gli acquisti Ue di vaccini. 

Aumentare la produzione bellica

"È una decisione storica", è stato il commento a caldo dell'Alto rappresentate Ue per la Politica estera, Josep Borrell. "A seguito della mia proposta - ha aggiunto - gli Stati membri hanno accettato di consegnare all'Ucraina un milione di munizioni di artiglieria entro i prossimi 12 mesi". "Lavoreremo con gli Stati membri per aumentare la produzione industriale della difesa europea", è stato invece il messaggio della presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen. 

I tempi

Ma al netto degli annunci, le munizioni che Kiev chiede da mesi rischiano di arrivare con un certo ritardo rispetto alla aspettative del governo ucraino. Un alto funzionario Ue, in vista della riunione di oggi, aveva infatti spiegato che "la presentazione dei primi ordini sarà fatta verso fine maggio". "Non sappiamo ancora quando le prime aziende saranno capaci di effettuare le consegne, anche questo tema è parte dei negoziati", ha sottolineato la fonte mettendo in risalto le varie incognite legate alla necessità di aumentare la produzione bellica dell'Ue.

Gli Usa bocciano il viaggio di Xi da Putin: "Il piano di pace cinese aiuta solo Mosca"

La prima fornitura congiunta

Intanto l'intesa politica raggiunta oggi ha portato a un primo passo verso la fornitura congiunta Ue. Diciotto Stati hanno firmato un accordo con l'Agenzia europea per la difesa per l'approvvigionamento congiunto di munizioni. Il progetto - si legge in una nota dell'agenzia Ue - apre la strada agli Stati membri dell'Ue e alla Norvegia per procedere lungo due percorsi: una procedura accelerata di due anni per i proiettili di artiglieria da 155 mm e un progetto di sette anni per l'acquisizione di più tipi di munizioni. L'Italia per ora non ha aderito all'accordo ma, a quanto si apprende, si dovrebbe unire ai firmatari nei prossimi giorni. Il testo è stato sottoscritto da: Austria, Belgio, Croazia, Cipro, Repubblica Ceca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Portogallo, Romania, Slovacchia, Svezia e Norvegia. "L'approvvigionamento comune - si legge in una nota dell'Agenzia europea per la difesa - è l'opzione migliore per ottenere una riduzione dei costi grazie alle economie di scala, consentendo nel contempo agli Stati membri di acquistare munizioni in base alle loro esigenze nazionali e sostenendo l'Ucraina".

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Dall'Ue 2 miliardi per le munizioni a Kiev: ma le forniture rischiano di arrivare tardi

Today è in caricamento