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Mercoledì, 22 Marzo 2023
La misura / Russia

L'Ue inserisce la Russia nella lista nera dei paradisi fiscali

La decisione dei ministri delle Finanze potrebbe avere conseguenze anche per le aziende europee che continuano a operare nel Paese

L'Unione europea ha inserito la Russia nella lista dei paradisi fiscali. La decisione è stata presa dai ministri delle Finanze dell'Ue dopo che il gruppo del codice di condotta ha vagliato la nuova legislazione russa adottata nel 2022 rispetto ai criteri di buona governance fiscale e ha rilevato che la Russia non ha adempiuto all'impegno di affrontare gli aspetti dannosi di un regime speciale per le holding internazionali. Inoltre, il dialogo con la Russia su questioni relative alla tassazione si è interrotto a seguito dell'aggressione russa contro l'Ucraina.

"Oggi abbiamo deciso di aggiungere quattro giurisdizioni all'elenco Ue delle giurisdizioni non cooperative a fini fiscali: Isole Vergini britanniche, Costa Rica, Isole Marshall e Russia - spiega la ministra delle finanze della Svezia (presidenza di turno Ue) Elisabeth Svantesson -. Chiediamo a tutti i Paesi elencati di migliorare il proprio quadro giuridico e di adoperarsi per il rispetto degli standard internazionali in materia fiscale. Allo stesso tempo mi congratulo vivamente con la Macedonia del Nord, le Barbados, la Giamaica e l'Uruguay perché hanno rispettato con successo i loro impegni e potrebbero essere rimossi dal documento sullo stato di avanzamento".

Quali conseguenze

Era da tempo che le organizzazioni che si battono contro i paradisi fiscali chiedevano all'Ue di inserire nella blacklist anche la Russia. Dopo l'invasione della Crimea nel 2014, e in seguito alle sanzioni economiche occidentali contro gli oligarchi, il Cremlino ha varato una serie di misure che hanno creato dei veri e propri paradisi fiscali all'interno della Russia per far approdare le immense fortune degli oligarchi vicini a Vladimir Putin e detenute all'estero. La nuova invasione in Ucraina ha spinto Mosca a creare ulteriori incentivi per proteggere i patrimoni dei miliardari russi. E proprio per questo l'Ue ha deciso finalmente di inserire il Paese nella lista nera.

L'inserimento nella blacklist, secondo quanto prevedono gli orientamenti Ue, potrebbe avere effetti non solo su cittadini e aziende russe, ma anche sulle società europee che ancora mantengono affari diretti o tramite società controllate con Mosca. Recenti studi hanno evidenziato come solo una piccola parte delle aziende occidentali operative in Russia ha abbandonato il Paese dopo lo scoppio della guerra in Ucraina. Nel 2022, l'Italia ha continuato a esportare beni e servizi in Russia per circa 5 miliardi di euro, e solo due società italiane avrebbero reciso del tutto i rapporti commerciali con l'ex Paese sovietico.

Ue verso nuove sanzioni

La mossa dei ministri delle Finanze dovrebbe anticipare la presentazione di un nuovo pacchetto di sanzioni della Commissione contro la Russia. Stando alle anticipazioni, il pacchetto dovrebbe includere nuove sanzioni finanziarie contro quattro banche russe, tra cui la più grande banca privata del Paese, Alfa-Bank. L'Ue sta anche meditando di vietare ai cittadini russi di far parte dei consigli di amministrazione di società europee che gestiscono infrastrutture critiche, come le reti elettriche o i fornitori di gas. 

Ci saranno anche nuove restrizioni mirate a circa 130 entità e persone. Queste, scrive Politico, includono leader militari russi, funzionari installati dalla Russia nei territori occupati in Ucraina e giornalisti che lavorano per i media statali russi come Russia Today. Altre misure dovrebbero colpire l'export russo in Europa (gomma e asfalto) e quello dell'Ue verso la Russia (camion, altri veicoli pesanti, macchine edili, pompe e altre attrezzature utilizzate nel settore delle costruzioni).

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