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Mercoledì, 17 Aprile 2024
L'impegno / Libia

L'Ue: daremo più imbarcazioni alla Libia per intercettare i migranti

Dopo l'ennesima tragedia Bruxelles ha spiegato che aumenterà il suo sostegno alla Guardia costiera nazionale, ma ha ricordato che le imbarcazioni europee non possono intervenire nella Sar della nazione

L'Unione europea è pronta a inviare altre imbarcazioni alla Libia per intercettare i migranti in partenza verso le nostre coste e evitare altri naufragi come quello di ieri, in seguito al quale 30 persone risultano disperse nelle acque del Paese. Alla Guardia Costiera Libica "arriveranno altre imbarcazioni" per controllare meglio le loro coste, ha annunciato la portavoce della Commissione europea Ana Pisonero, ribadendo che "quando ci sono persone in pericolo" in mare, "è obbligatorio intervenire". "Parte del nostro sostegno è aiutare a stabilizzare la Libia, ma ovviamente rafforziamo il sostegno che riguarda la capacità di gestione delle frontiere della Libia, in particolare perché vediamo che il Paese non ha i mezzi o potrebbe avere bisogno di un rafforzamento delle capacità", ha aggiunto Pisonero.

La portavoce ha poi spiegato: "Di recente ci sono state le barche ulteriori inviate e altre imbarcazioni stanno arrivando. Non posso dare annunci rispetto alle tempistiche, ma vediamo chiaramente che c'è una necessità di rafforzare la capacità" libica al confine. Starà poi alle autorità di Tripoli controllare la loro Sar, perché la missione Ue nel Mediterraneo non ha questo potere né questa possibilità. "Irini non opera nelle acque libiche, le operazioni di Ricerca e soccorso in acque libiche sono autorizzate solo per le imbarcazioni libiche", ha precisato il portavoce capo della Commissione europea, Peter Stano, rispondendo a una domanda sul ruolo dell'operazione Irini nel Mediterraneo.

Irini, lanciata nel 2020 sulle ceneri dell'operazione Sophia, ha lo scopo principale di controllare che si rispetti l'embargo sulle armi imposto alla Libia dall'Onu, ma anche di formare la guardia costiera libica e contrastare le reti di traffico degli esseri umani. "Le navi Irini pattugliano una zona particolare determinata dall'accordo dagli Stati membri e non è la rotta principale dei migranti", ha spiegato Stato. "Irini è stata progettata e approvata dagli Stati membri prima di tutto per vigilare sull'applicazione dell'embargo Ue sulle armi alla Libia. Questo è il suo obiettivo primario. L'obiettivo secondario è lavorare contro le reti di trafficanti e condurre quando necessario operazioni di Ricerca e soccorso (Sar) così come per ogni nave in base alla legge internazionale del mare", ha evidenziato il portavoce.

Uno dei problemi legato al controllo delle frontiere libiche è che il governo di Tripoli non controlla tutta la nazione, visto che nell'est a detenere il potere è un altro governo non riconosciuto dalla comunità internazionale, con sede a Tobruk e guidato da Fathi Bashagha, anche se il vero leader è il generale Khalifa Haftar, capo dell'Esercito Nazionale di Liberazione Libico.

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