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Una riunione a porte chiuse del Consiglio europeo - fot European Union

Una riunione a porte chiuse del Consiglio europeo - fot European Union

“Basta incolpare l'Ue per provvedimenti che i governi hanno voluto e approvato”

Gli eurodeputati si schierano col Mediatore europeo: serve più trasparenza in Consiglio per mostrare ai cittadini le reali posizioni degli Stati e smetterla con il “ce lo chiede l'Europa”

I cittadini hanno il diritto democratico di seguire dettagliatamente, comprendere e partecipare al processo legislativo dell'Unione europea. Per questo il Consiglio Ue, l'organismo che rappresenta a Bruxelles i governi degli Stati membri, deve diventare più trasparente. Lo chiedono i deputati che hanno approvato con 479 voti a favore, 18 contrari e 81 astensioni una relazione in cui sottolineano come maggiore trasparenza aiuterebbe a rendere i governi più responsabili rispetto alle proprie scelte, costringendoli a smettere di incolpare a torto l'Ue, come se fosse un'istituzione astratta, quando ci sono decisioni impopolari che nei fatti loro stessi hanno preso a Bruxelles. Le direttive approvare in Europa devono passare il vaglio sia del Parlamento che del Consiglio, ma la paternità dei provvedimenti più controversi viene spesso attribuita generalmente all'”Europa”. Con questo voto i deputati hanno invece appoggiato il report pubblicato nel febbraio dello scorso anno dal mediatore europeo, Emily O'Reilly, che aveva per prima bacchettato i governi su questo tema.

"E' tutta colpa di Bruxelles"

"La mancanza di trasparenza legislativa in seno al Consiglio ha permesso alla cultura del 'è tutta colpa di Bruxelles' di andare avanti per troppo tempo. Spero che questo voto contribuisca a convincere i governi nazionali, in questo importante anno elettorale, a rendere più aperta la legislazione dell'Ue, in modo che i cittadini possano vedere chi sta prendendo realmente le decisioni”, ha dichiarato O'Reilly dopo il sostegno ricevuto da Strasburgo. Per farlo, ha continuato il mediatore, "serve un cambio di cultura in seno al Consiglio”, che deve abbandonare “la diplomazia vecchio stile in cui molto è tenuto nascosto”, e iniziare a “lavorare in modo più aperto e democratico”. Non fare niente invece “danneggerebbe ulteriormente la democrazia dell'Ue”, ha concluso O'Reilly.

Le richieste al Consiglio

Tra le cose richieste nel report del Mediatore c'è di registrare sistematicamente informazioni sulle posizioni degli Stati membri negli organi preparatori del Consiglio sui vari provvedimenti in discussione e di stabilire criteri più chiari per decidere quali documenti devono e possono essere tenuti riservati. “Il Consiglio mantiene l'idea che il loro lavoro sia pura diplomazia. La realtà è che Consiglio e il Parlamento sono colegislatori e quindi entrambi dovrebbero svolgere il loro lavoro nello stesso modo: in modo aperto, trasparente e aperto”, ha chiesto il relatore del testo per l'Aula, la liberale estone Yana Toom.

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