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Venerdì, 21 Gennaio 2022
Difesa

L'Ue verso un esercito autonomo entro il 2025: cosa dice la proposta di Bruxelles al vaglio dei governi

Una Forza d'intervento da 5mila uomini capaci di agire negli scenari internazionali. L'idea dell'Alto rappresentante Borrell dovrà ora passare per il Consiglio

I cinquemila soldati che faranno parte del primo esperimento di esercito europeo dovrebbero entrare in azione nel 2025. Anche prima, se richiesto dal contesto internazionale. La data è stata inserita nella proposta della cosiddetta Forza d’intervento rapido dell’Ue. Fortemente voluta dall’Alto rappresentate Ue per la Politica estera, Josep Borrell, la ‘EU Force’ avrà capacità di agire negli scenari di conflitto che richiedono un intervento militare tempestivo. 

La necessità di Bruxelles di dotarsi di un’autonoma capacità militare è stata più evidente che mai durante la recente evacuazione in fretta a furia  dall’Afghanistan, quando gli occidentali e le persone a rischio si sono riversate in massa all’aeroporto di Kabul. Quella forza militare invocata da Borrell all’epoca della fuga dai talebani è diventata ora una proposta legislativa all'interno del più vasto dossier della Bussola strategica Ue, ma ancora non ne sono stati resi noti i dettegli.

Ieri mattina Borrell ha presentato la proposta al Collegio dei commissari europei, in un discorso nel quale ha messo l’accento sul carattere “operativo” della Forza d’intervento, che in sostanza rappresenterà il primo esperimento di esercito europeo. Le indiscrezioni sul testo sono comparse su diversi media europei e accennano a disposizioni che dovrebbero permettere ai Paesi ‘volenterosi’ di andare avanti nonostante l’opposizione dei governi contrari a ogni ambizione militare Ue. Tra questi si segnalano soprattutto i Paesi dell’Est Europa, tradizionalmente più vicini alla Nato e riluttanti su ogni proposta di autonomia militare Ue.

Nel testo verrebbe evocata persino la possibilità di superare la regola dell’unanimità grazie a una sorta di astensione costruttiva, un meccanismo destinato a far discutere. La proposta, da quanto si apprende, mette in risalto le minacce che dovrà affrontare l’Ue nei prossimi 5-10 anni. Su tutte, ci sono le velleità espansioniste di Russia e Cina, dove quest’ultima viene bollata come un “rivale sistemico”, definizione che si affianca alle altre etichette affibbiate da Bruxelles a Pechino, ovvero quelle di “partner” e “competitor economico”, più usate quando si parla di temi economici. Il documento Ue, che fisserà la visione strategica dei ventisette per il prossimo decennio, dovrebbe essere approvato durante la presidenza francese del Consiglio Ue, prevista per i primi sei mesi del 2022.

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