rotate-mobile
Mercoledì, 17 Aprile 2024
Consiglio Ue affari esteri / Israele

L'Ue contro il blocco di Gaza. E ribalta lo stop agli aiuti alla Palestina

Gli Stati membri hanno mandato un avvertimento a Tel Aviv che aveva annunciato il taglio di rifornimenti, luce, acqua e gas alla Striscia: "Israele ha diritto di difendersi ma nel rispetto del diritto internazionale"

Israele ha sicuramente il diritto di difendersi ma deve rispettare comunque il diritto internazionale e non può attuare un blocco totale della Striscia di Gaza, che avrebbe conseguenze umanitarie devastanti. È la posizione emersa dal Consiglio Ue Affari Esteri straordinario sulla guerra in Medio Oriente che ha anche ribaltato la decisione, comunicata ieri dalla Commissione, di sospendere gli aiuti alla Palestina. "Israele ha il diritto di difendersi, ma deve agire nel rispetto del diritto internazionale, del diritto umanitario", ha detto al termine della riunione l'Alto Rappresentante Ue per la Politica Estera Josep Borrell, riassumendo la posizione dei Ventisette.

Gli aggiornamenti dal conflitto in diretta

"Alcune azioni, e le Nazioni Unite lo hanno già detto, come il taglio dell'acqua, dell'elettricità e del cibo a una massa di civili sono contrarie al diritto internazionale", ha avvertito il capo della diplomazia comunitaria, che si trovava in missione a Muscat, in Oman, dove ha presieduto l'incontro convocato soltanto ieri e che si è svolto principalmente in video conferenza, con solo alcuni ministri in presenza. Il blocco totale della Striscia di Gaza, una delle zone più densamente abitate del pianeta e in cui vivono oltre due milioni di persone, era stato annunciato dal ministro della Difesa israeliano, Yoav Gallant, come parte della risposta all'attacco di Hamas di sabato, che ha causato la morte di oltre 900 israeliani. "Stiamo combattendo contro animali e agiamo di conseguenza", aveva tuonato.

Nei bombardamenti della Striscia da parte di Tel Aviv sono stati già uccisi oltre 830 palestinesi, e altri 4.250 sono i feriti. Gli sfollati al momento sono oltre 200mila e la situazione è destinata solo a peggiorare, vista anche l'intenzione di Israele di lanciare un'offensiva di terra che potrebbe durare settimane. Per questo, per gli Stati Ue, è fondamentale che si assicuri un sostegno alla popolazione civile sia di Gaza che della Cisgiordania. "Dobbiamo distinguere Hamas e l'Autorità Nazionale Palestinese (che governa la Cisgiordania, ndr). Consideriamo Hamas un'organizzazione terroristica e ciò che ha fatto dimostra che si comporta come tale. Ma l'Autorità palestinese è un'altra cosa, è un nostro partner", ha detto Borrell.

"Non tutti i palestinesi sono terroristi", ha aggiunto l'Alto rappresentante, assicurando che "c'è stata una netta maggioranza, con due o tre eccezioni, secondo la quale il sostegno all'Anp deve continuare e i pagamenti non vanno interrotti". In generale "un riesame dei programmi per controllare che non ci siano collegamenti tra i nostri aiuti e le attività di Hamas va fatto ma non deve essere una scusa per dilazionare l'assistenza" al popolo palestinese, ha concluso lo spagnolo.

"I fondi Ue ad Hamas": cosa c'è di vero dietro l'accusa a Bruxelles

Ieri era stato il commissario all'Allargamento, l'ungherese Oliver Varhelyi, a comunicare via X la decisione della Commissione di sospendere tutti gli aiuti alla Palestina, con un annuncio a cui sono seguite correzioni e smentite che hanno evidenziato chiare divisioni nel gabinetto di Ursula von der Leyen. In serata il commissario alla Protezione civile, Janez Lenarcic, aveva chiarito che gli aiuti umanitari sarebbero continuati, e alla fine un comunicato stampa dell'esecutivo comunitario, piuttosto vago, aveva lasciato più interrogativi che risposte. Ora il dietrofront stabilito dagli Stati membri.

Bruxelles ha contribuito con circa 300 milioni di euro alle entità palestinesi l'anno scorso e ha stanziato 1,8 miliardi di euro in totale tra il 2021 e il 2024. Questi soldi servono all'Autorità palestinese per contribuire a pagare gli stipendi dei dipendenti pubblici e finanziare progetti nei territori occupati, ma anche per gli assegni sociali, le strutture mediche nonché per aiutare i rifugiati attraverso l'Unrwa, l'agenzia delle Nazioni Unite, e sostenendo alcune Organizzazioni non governative. Come spiega la stessa Commissione, circa 2,1 milioni di palestinesi, su 5,3 milioni che vivono a Gaza e in Cisgiordania, hanno bisogno di assistenza umanitaria.

Continua a leggere su Europa.Today.it

In Evidenza

Potrebbe interessarti

L'Ue contro il blocco di Gaza. E ribalta lo stop agli aiuti alla Palestina

Today è in caricamento