Altro che aiutarli a casa loro, Bruxelles propone di spostare i fondi Ue dalla cooperazione al controllo delle frontiere

L'allarme lanciato da Concord, la Confederazione europea delle ong per lo sviluppo: “Il nostro lavoro sacrificato per la miope politica migratoria e quella estera”. In ballo i 123 miliardi della voce "Vicinato e Mondo" del bilancio pluriennale europeo

Un manifesto di Concord

Bruxelles propone di aumentare il budget settennale per la cooperazione internazionale, ma le ong protestano. Il motivo? Dietro gli aumenti, si nasconderebbero in realtà dei tagli: andando a leggere nei dettagli le previsioni di spesa delineate dalla Commissione europea per il periodo 2021-2027, infatti, buona parte delle risorse destinate sulla carta a progetti di sviluppo andrebbero in realtà al già generoso capitolo della gestione dei confini e dei flussi migratori. In altre parole, dall'“aiutarli a casa loro” al contrasto all'immigrazione clandestina. 

A sollevare il caso è stata Concord, la Confederazione europea delle ong per lo sviluppo. “L'attuale proposta” della Commissione, scrive Concord in una nota, “metterà in pericolo gli obiettivi della cooperazione allo sviluppo a favore degli interessi di politica esterna dell'Ue. Diluendo l'aiuto allo sviluppo in un più ampio quadro di strumenti esterni, l'Ue non solo consentirà, ma rafforzerà l'utilizzo dell'assistenza allo sviluppo per le priorità interne dell'Unione” e la sua “miope politica migratoria”.

La voce "Vicinato e Mondo"

Stando alle tabelle presentate mercoledi' da Bruxelles, 123 miliardi del bilancio pluriennale dell'Ue saranno allocati al settore “Vicinato e Mondo”, all'interno del quale rientrano per l'appunto i progetti di cooperazione e gli aiuti umanitari. Il problema, come denunciato già in passato dalla stessa Concord, è che sia l'Ue, sia gli Stati membri stanno piegando sempre più queste risorse a obiettivi legati alla sicurezza e alla politica estera: nel nome dello sviluppo e del sostegno umanitario, in altre parole, si finanziano programmi destinati ad altri tipi di interessi.   

Il caso Turchia

Ne è un esempio la Turchia, cui vengono destinate risorse di questo tipo che in realtà, più che allo sviluppo delle aree depresse del paese, servono a contenere i flussi di migranti in viaggio verso la rotta balcanica che porta al cuore dell'Europa. “Gli aiuti sono sempre più deviati a favore del controllo delle frontiere e della miope politica migratoria – dice Concord - Il fatto che la migrazione sia considerata una priorità conferma la nostra preoccupazione per il progressivo riorientamento della politica di sviluppo nei confronti degli interessi personali dell'Ue. Invece di autorizzare l'Unione a confondere la cooperazione allo sviluppo con la politica estera e la gestione delle crisi, il nuovo bilancio dovrebbe dare la priorità a obiettivi di sviluppo di lunga termine”.

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