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L'Ue come Asimov: ecco la carta dei principi per l'Intelligenza artificiale

Il Parlamento ha votato una serie di raccomandazioni su ciò che le norme sull'IA dovrebbero includere in materia di etica, responsabilità e diritti di proprietà intellettuale

Un futuro i cui i robot siano sempre più parte della nostra società, quasi come ipotizzato nei romanzi di fantascienza di Isaac Asimov, ormai non sembra più soltanto un'eventualità frutto dell'immaginazione, ma una realtà possibile e anzi probabile. E per questo un giorno potrebbe esserci bisogno di regole tipo le tre leggi della robotica, che furono messe a punto dal celebre scrittore. Per questo il Parlamento europeo ha deciso di presentare delle raccomandazioni su ciò che le norme sull'IA, l'intelligenza artificiale, dovrebbero includere in materia di etica, responsabilità e diritti di proprietà intellettuale, allo scopo di aiutare l'Unione europea a diventare un leader globale nello sviluppo dell'IA.

L'iniziativa legislativa, approvata in Plenaria, si divide in tre capitoli. Il primo, messo a punto dal socialista spagnolo Iban García del Blanco sollecita la Commissione a presentare un nuovo quadro giuridico che delinei i principi etici e gli obblighi legali da seguire nello sviluppo, nell'implementazione e nell'utilizzo dell'intelligenza artificiale, della robotica e delle tecnologie correlate nell'Ue, compresi software, algoritmi e dati. Secondo il testo, approvato con 559 voti favorevoli, 44 voti contrari e 88 astensioni, le future leggi dovranno improntarsi a diversi principi, tra cui: un'intelligenza artificiale antropocentrica e antropogenica; sicurezza, trasparenza e responsabilità; garanzie contro distorsioni e discriminazioni; diritto di ricorso; responsabilità sociale e ambientale e rispetto della privacy e protezione dei dati.

Inoltre, le tecnologie IA ad alto rischio, come quelle con capacità di autoapprendimento, secondo i deputati dovrebbero essere progettate in modo da consentire la sorveglianza umana in qualsiasi momento. Se viene utilizzata una funzionalità che potrebbe comportare una grave violazione dei principi etici e risultare pericolosa, le capacità di autoapprendimento dovrebbero essere disabilitate e dovrebbe essere ripristinato il pieno controllo umano.

Nel capitolo che riguarda la responsabilità per i danni causati dall'IA, messo a punto dal popolare tedesco, Axel Voss, si richiede un quadro giuridico in materia di responsabilità civile orientato al futuro, che renda gli operatori IA ad alto rischio oggettivamente responsabili dei danni che possono derivare dalle nuove tecnologie. Secondo il Parlamento un quadro giuridico chiaro contribuirà a stimolare l'innovazione fornendo alle imprese la certezza del diritto. Proteggerà al contempo i cittadini e promuoverà la loro fiducia nelle tecnologie di IA, scoraggiando le attività che potrebbero essere pericolose.

Le regole dovrebbero essere applicate alle attività di IA fisiche o virtuali che danneggiano o influiscono sulla vita, la salute, l'integrità fisica, il patrimonio, o che causano un rilevante danno immateriale che si traduce in una "perdita economica verificabile". Sebbene le tecnologie di IA ad alto rischio siano ancora rare, i deputati ritengono che i loro operatori dovrebbero avere un'assicurazione simile a quella per i veicoli a motore.

Per quanto riguarda poi diritti di proprietà intellettuale (DPI)  nella relazione della liberale francese Stéphane Séjourné si chiarisce che la leadership globale dell'Ue in materia di IA richiede un sistema efficace di diritti di proprietà intellettuale (DPI) e salvaguardie per far sì che il sistema europeo dei brevetti protegga gli sviluppatori innovativi. Secondo i deputati, è importante distinguere tra le creazioni umane ottenute con l'assistenza dell'IA e quelle generate autonomamente dall'IA. L'IA non dovrebbe avere personalità giuridica. La proprietà dei DPI dovrebbe essere quindi concessa solo agli esseri umani.

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