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Lunedì, 27 Giugno 2022
Vertice Ue

La candidatura Ue dell'Ucraina fa infuriare i Balcani: "Non aspettiamo Godot"

Kiev verso l'ingresso nell’Ue ‘scavalca’ i Paesi che aspettano da anni di entrare in Europa

La guerra in Ucraina continua ad avvicinare Kiev all’Unione europea. I leader dei Ventisette - riuniti a Bruxelles per il Consiglio europeo - hanno confermato lo status di Paese candidato ad entrare nell’Ue concesso all’Ucraina, come proposto la settimana scorsa dalla Commissione. “È un segnale politico”, ha ammesso il presiedente francese Emmanuel Macron come a voler giustificare lo stallo sui Paesi dei Balcani occidentali che da anni - alcuni anche da decenni - aspettano un passo avanti verso l’adesione a pieno titolo. Se la decisione sull’Ucraina viene definita all’unisono dai leader Ue “un successo storico”, altrettanto condiviso è l’epilogo fallimentare del vertice coi governi dei Balcani occidentali.

L’incontro mattutino con i leader di Albania, Macedonia del Nord, Serbia, Bosnia ed Erzegovina e Montenegro si è infatti concluso con un nulla di fatto. Come nella miglior tradizione europea, a bloccare l’adesione all’Ue di Albania e Macedonia del Nord - i due Stati più vicini al traguardo - è il veto di un solo Paese, in questo caso la Bulgaria, che continua a impedire l’inizio dei negoziati finali per via delle pessime relazioni con i vicini macedoni. Il no bulgaro, di fatto, blocca anche l’adesione di Tirana all’Ue, ma bisogna ricordare che in passato anche altri Paesi, a partire dalla Francia, si sono opposti all’ingresso dei due Stati balcanici nell’Ue.

Una situazione di tensione alla quale si è aggiunto il palese ruolo del ‘fattore Russia’ nella decisione di Bruxelles di aprire le porte a Kiev. La mano tesa in aiuto degli ucraini ha aumentato il senso di frustrazione dei Paesi che hanno fatto quanto chiesto dall’Europa ma che ora si ritrovano scavalcati dallo Stato aggredito da Mosca. 

Albania, Serbia e Macedonia del Nord sulle barricate: fateci entrare in Ue

“Aspettando Godot? No, siamo abituati a questa farsa e siamo più che mai impegnati a portare avanti la modernizzazione dei nostri Paesi e della nostra regione con uno spirito europeo incrollabile”, ha detto il premier albanese, Edi Rama, prima ancora che iniziasse il vertice con i leader Ue che ha confermato le sensazioni negative del capo del governo di Tirana. "È una vergogna che un Paese Nato, la Bulgaria, prenda in ostaggio altri due Paesi Nato, la Nord Macedonia e l'Albania, nel pieno di una guerra nel nostro cortile di casa e che altri 26 Paesi restino fermi e impotenti” di fronte al veto di Sofia, ha tuonato Rama dopo il vertice inconcludente. “È cosa buona dare lo status di candidato all’Ucraina, ma spero che il popolo ucraino non si faccia troppe illusioni”, ha concluso il premier dell’Albania, Paese candidato a entrare nell’Ue dal ‘lontano’ 2014.

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