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Ue contro Apple: “Abusi su musica in streaming”. La replica: favorite la svedese Spotify

Bruxelles accusa la casa madre dell'iPhone di usare la sua "posizione dominante" nel mercato delle app per addebitare una commissione del 30% per tutti gli abbonamenti, compresi quelli delle aziende che fanno concorrenza ad AppleMusic

È polemica dopo che la Commissione europea ha accusato la multinazionale statunitense Apple di aver “distorto la concorrenza nel mercato dello streaming musicale” abusando “della sua posizione dominante per la distribuzione di app” tramite il suo App Store. Quest’ultimo è l’unico canale che permette ai possessori di iPhone di acquistare un’app e, spiega l’antitrust europeo, “Apple addebita una commissione del 30% per tutti gli acquisti tramite il suo sistema”. Ciò significa “che i fornitori di streaming musicale non possono vendere abbonamenti nelle loro app senza pagare una commissione del 30% ad Apple ogni mese su ogni abbonamento”, ha detto la vice presidente della Commissione europea, Margrethe Vestager, in conferenza stampa. A stretto giro è arrivata la replica del gigante della Silicon Valley, che accusa Bruxelles di fare il tifo per Spotify, “il più grande servizio di abbonamento musicale al mondo”, precisano i vertici Apple.

La replica di Cupertino

“Ancora una volta, tutti vogliono i vantaggi dell'App Store ma credono di non dover pagare nulla per questo”, è stata la replica della società fondata a Cupertino da Steve Jobs. A suscitare l’ira del big statunitense della telefonia e dell’informatica è stata anche la segnalazione sulle presunte violazione delle regole europee sulla concorrenza arrivata a Bruxelles proprio da parte di Spotify, la piattaforma svedese della musica in streaming che a oggi conta circa 158 milioni di abbonati e oltre 350 milioni di utenti attivi a livello globale.

La soddisfazione di Spotify

“Assicurare che la piattaforma iOS operi in modo equo è un compito urgente con implicazioni di vasta portata”, è stata la reazione dell’azienda europea leader della musica su smartphone. “Le contestazioni della Commissione europea - prosegue la nota di Spotify - sono un passo decisivo verso la responsabilità di Apple per il suo comportamento anticoncorrenziale, e vanno nella direzione di assicurare una scelta vera per tutti i consumatori e un campo da gioco neutro per gli sviluppatori di app”.

L'indagine

La Commissione, oltre a contestare l'uso obbligatorio del meccanismo di acquisto app imposto da Apple, si dice anche preoccupata per il fatto che la casa madre dell’iPhone applichi “restrizioni agli sviluppatori di app impedendo loro di informare gli utenti di iPhone e iPad di possibilità di acquisto alternative e più economiche”. Se confermato, questo comportamento violerebbe l'articolo 102 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE) che vieta l'abuso di una posizione dominante sul mercato.

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