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Domenica, 16 Giugno 2024
La polemica / Ucraina

Ue e America Latina divise sulla guerra in Ucraina

Al Vertice con i Paesi della Celac esplodono le divisioni sulla posizione da tenere rispetto al conflitto. Annullato il collegamento video del presidente Zelensky: "Non avrebbe aiutato"

A Bruxelles si sono riuniti ben 60 capi di Stato e di governo del mondo. Nella capitale dell'Unione europea è in corso il Vertice tra l'Ue e la Comunità degli Stati Latinoamericani e Caraibici, la Celac, organizzazione composta da 33 nazioni. Il brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva, il tedesco Olaf Scholz, il francese Emmanuel Macron, l'argentino Alberto Fernández e altre decine di leader discuteranno su come "rinnovare il partenariato biregionale per rafforzare la pace e lo sviluppo sostenibile", dopo otto anni che non si teneva un incontro del genere. Alla riunione sarà presente anche il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che però ha parzialmente snobbato l'evento, decidendo di venire a Bruxelles solo nella seconda giornata prevista per domani (18 luglio), quando ci sarà la seduta plenaria.

E tra i tanti temi sul tavolo, che spaziano dall'economia alla cooperazione, quello che sembra esser più divisivo è la guerra in Ucraina. Le due parti hanno discusso per più di una settimana sull'opportunità di menzionare il conflitto che infuria da quasi un anno e mezzo nelle conclusioni del vertice. Il lavoro dei diplomatici delle due sponde dell'Atlantico non è però bastato, e starà quindi ai leader provare a trovare un compromesso sulle parole da usare. Il problema è che se nell'Ue c'è una quasi unanimità nel sostegno all'Ucraina di Volodymyr Zelensky e nella condanna alla Russia di Vladimir Putin, in America le cose stanno diversamente. L'Ue ha dichiarato di volere una dichiarazione congiunta di condanna di Mosca, ma sa che sarà difficile da ottenere. Mentre la maggior parte dei Paesi della Celac ha appoggiato una risoluzione delle Nazioni Unite a febbraio che chiedeva l'immediato ritiro delle truppe russe, il Nicaragua ha votato contro e la Bolivia, Cuba ed El Salvador si sono astenuti.

Il presidente brasiliano Lula si è proposto come neutrale e potenziale mediatore di pace, si è rifiutato di fornire armi a Kiev o di imporre sanzioni contro Mosca, e più volte ha sostenuto che la responsabilità del conflitto è condivisa, pur avendo condannato l'invasione. Il presidente brasiliano ha in passato anche criticato l'Occidente per aver fornito armi all'Ucraina. "La guerra nel cuore dell'Europa getta una coltre di incertezza sul mondo e convoglia risorse essenziali per l'economia e i programmi sociali verso scopi bellici", ha dichiarato oggi al suo arrivo alla riunione, aggiungendo che "la corsa agli armamenti rende ancora più difficile affrontare il cambiamento climatico".

Il tema Ucraina è così divisivo che il previsto intervento via video di Zelensky è stato annullato due giorni fa per l'opposizione del blocco latino. "Non avrebbe aiutato", ha detto il presidente di turno del Celac e primo ministro di Saint Vincent and Grenadines, Ralph Goncalves, arrivando al vertice. Sulla guerra Goncalves ha spiegato di "non essere sicuro di quello che otterremo e di come verrà formulata la dichiarazione. All'Onu ci sono Paesi che singolarmente hanno condannato l'aggressione, ma altri Paesi si sono astenuti o hanno preso un'altra posizione e dobbiamo trovare un linguaggio che metta d'accordo tutti", ha affermato.

Il Parlamento europeo ripone "grandi aspettative" sul vertice Ue-Celac e "proveremo a garantire che venga fuori una formulazione forte sulla condanna universale di quanto sta accadendo in Ucraina", ha detto la presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, arrivando al Summit. Per la popolare maltese "è importante che tutti i nostri partner internazionali" affermino che "la pace in Ucraina deve giungere con l'integrità territoriale e con giustizia".

Ma dalle prime bozze delle conclusioni pare che si stia andando in una direzione completamente opposta a questa. Secondo Politico se una vecchia versione del testo condannava "nei termini più forti possibili la guerra di aggressione della Russia contro l'Ucraina", nell'ultima i Paesi si limitano ad esprimere "preoccupazione per la guerra in corso". Il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, ha confermato che sono "ancora in corso" le trattative sul testo delle conclusioni e "ciò vuol dire che puntiamo, ambo le parti, a un testo ambizioso", ha garantito.

Sul fronte commerciale, la questione dell'accordo di libero scambio con il Mercosur (Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay) pure incomberà sul vertice, anche se non si prevede una svolta. L'accordo è stato concluso nel 2019, dopo oltre 20 anni di complessi negoziati, ma non è stato ancora ratificato, soprattutto a causa delle preoccupazioni europee sulle politiche ambientali di Jair Bolsonaro. La Spagna, che detiene la presidenza semestrale dell'Ue, spera in una ratifica entro la fine dell'anno, ma non sarà semplice.

Istituita nel 2011, la Celac è composta da 33 membri, che rappresentano più di 600 milioni di abitanti: Argentina, Bolivia, Cile, Colombia, Costa Rica, Cuba, Repubblica Dominicana, Ecuador, El Salvador, Honduras, Guatemala, Messico, Nicaragua, Panama, Paraguay,Venezuela, Perù, Uruguay, Brasile, Haiti, Antigua e Barbuda, Bahamas, Barbados, Belize, Dominica, Grenada, Guyana, Saint Kitts e Nevis, Giamaica, Santa Lucia, Saint Vincent e Grenadine, Trinidad e Tobago e Suriname. Le lingue ufficiali sono lo spagnolo, il francese e il portoghese. Insieme, Ue e Celac superano il miliardo di abitanti e il 20% del Pil mondiale. I rapporti economici bilaterali sono importanti, la Celac è il quinto partner commerciale dell’Ue, mentre l’Ue è il principale investitore nella Regione. L'interscambio commerciale si aggira intorno ai 300 miliardi di euro l'anno.

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