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Mercoledì, 17 Aprile 2024
I rischi per Kiev / Ucraina

L'Ucraina resta senza munizioni: i Paesi Ue non riescono a produrne abbastanza

Nuova tegola per Zelensky, dopo lo stallo negli aiuti militari Usa e i lenti progressi nella controffensiva

Dopo lo stallo negli aiuti militari degli Stati Uniti, una nuova tegola si abbatte sulla controffensiva lanciata cinque mesi fa dall'Ucraina per riconquistare i territori occupati dalla Russia: l'esercito di Kiev rischia di restare a corto di munizioni. La consegna dei proiettili di artiglieria promessi dai Paesi Ue è in forte ritardo: ne dovevano arrivare almeno un milione entro marzo, ma a oggi nei magazzini ucraini ne hanno contati poco più di 300mila. Lo rivela l'agenzia stampa Bloomberg.

Lo scorso luglio, l'Ue aveva dato il via libera al piano Asap che prevede di destinare 1 miliardo di euro per l'acquisto e la produzione di munizioni da inviare in Ucraina. Il piano, però, fa fatica a decollare. Da un lato, ci sono le difficoltà dell'industria bellica europea nell'aumentare il ritmo di produzioni di proiettili. Dall'altro, c'è il rincaro dei prezzi delle munizioni, che secondo chi sta seguendo da vicino l'Asap, potrebbe rendere insufficiente il budget stanziato da Bruxelles. 

Per l'Ucraina, i ritardi nella consegna delle munizioni potrebbero complicare ulteriormente la controffensiva, che sta già procedendo a passo meno spedito di quanto sperato dal presidente Volodymyr Zelensky, e aprire scenari più che preoccupanti in vista dell'inverno. L'obiettivo dell'esercito ucraino era di sfondare il sistema difensivo di Mosca nel sud-est del Paese, tagliare in due l'esercito nemico e rompere il ponte terrestre che collega la Russia alla Crimea, attraverso il quale passano i rifornimenti di uomini e mezzi russi. A oggi, questo obiettivo resta distante: secondo quanto riporta Le Monde, in centocinquanta giorni, Kiev avrebbe riconquistato circa 400 chilometri quadrati di territorio, mentre "i russi occupano ancora poco più del 17% dell’Ucraina, ovvero più di 100mila chilometri quadrati".

Il peggio, però, potrebbe arrivare a inizio 2024: secondo diversi esperti, la Russia starebbe giocando in difesa e al risparmio di mezzi militari, in modo da accumulare l'arsenale necessario a spegnere le speranze di riconquista di Zelensky. Alcune stime prevedono che gli stabilimenti russi consegneranno 2 milioni di proiettili all'esercito stanziato in Ucraina l'anno prossimo, senza contare i rifornimenti che arrivano da Corea del Nord e altri alleati. Mentre il reclutamento di nuovi soldati starebbe procedendo a ritmo più veloce di quanto non sta avvenendo tra le fila di Kiev.  In tutto questo, sull'Ucraina pesa lo stallo sul bilancio Usa, che sta bloccando 60 miliardi di dollari in aiuti militari. Anche gli aiuti europei sono appesi al filo: il neo premier slovacco Robert Fico si è unito al collega ungherese Viktor Orban, e al suo primo summit Ue ha annunciato che sosterrà "l'azzeramento degli aiuti militari all'Ucraina". C'è poi la nuova crisi in Medio Oriente, che potrebbe distogliere l'attenzione dell'Occidente dal fronte ucraino, come teme lo stesso presidente Zelensky.

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