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Mercoledì, 7 Dicembre 2022
La polemica / Germania

Scontro Kiev-Berlino, l'ambasciatore ucraino a Scholz: "Non siamo all'asilo"

Il cancelliere tedesco ha spiegato le ragioni diplomatiche per cui non è ancora andato in Ucraina. La replica: "Non è da statisti fare gli offesi nel mezzo di una guerra"

"Si tratta della guerra di sterminio più brutale dall'invasione nazista dell'Ucraina, non siamo all'asilo". Con queste parole l'ambasciatore ucraino in Germania, Andrij Melnyk, ha criticato pubblicamente il cancelliere tedesco Olaf Scholz. La polemica, che arriva dopo mesi di tensioni sull'asse Kiev-Berlino, è nata dopo le ultime dichiarazioni del leader tedesco sui problemi diplomatici tra i due Paesi. 

In una intervista all'emittente pubblica Zdf, Scholz ha spiegato di non essersi ancora recato a Kiev per via della decisione dell'Ucraina del mese scorso di non accogliere il presidente tedesco Frank-Walter Steinmeier. Come è noto, l'Ucraina ha criticato fin dall'inizio del conflitto la Germania per le sue posizioni nei confronti della Russia, considerate troppo morbide. A metà aprile, Steinmeier, in viaggio a Varsavia, aveva provato a stemperare le tensioni, programmando una visita a Kiev, ma le autorità ucraine hanno fatto sapere che il presidente tedesco non sarebbe stato il benvenuto accusandolo di avere avuto per troppo tempo stretti legami con il Cremlino.

Stenmeier fa parte della vecchia guardia del partito socialdemocratico tedesco, che con l'ex cancelliere Gerhard Schroeder aveva consolidato i rapporti commerciali tra Russia, Germania e una buona parte dell'Ue, soprattutto sotto l'aspetto energetico. Da qui, la polemica di Kiev, che di fatto ha riguardato direttamente lo stesso Scholz, ex portavoce del partito quando alla guida c'era Schroeder, accusato di frenare sull'invio di armi in Ucraina e sulle sanzioni Ue contro Mosca. 

Proprio nei giorni scorsi, il governo di Berlino ha dato il via libera a una prima fornitura di armi pesanti all'esercito ucraino, mentre a Bruxelles, dopo aver di fatto bloccato la stretta sul gas russo, ha preso le redini del fronte pro-sanzioni spingendo per un embargo sul petrolio di Mosca. Misure che Scholz ha approvato anche per uscire dall'angolo (in patria come sui tavoli internazionali), e non senza togliersi qualche sassolino dalla scarpa con Kiev. Su Steinmeier, ha detto che il modo in cui è stato trattato dalle autorità ucraine non è accettabile visto anche che la Germania fornisce "tanta assistenza militare" e "finanziaria" all'Ucraina. "Il fatto che il presidente della Repubblica federale di Germania sia stato disinvitato", ha aggiunto, "ostacola" un suo eventuale viaggio a Kiev. Viaggio che invece sta compiendo in queste ore il leader dell'opposizione tedesca, Friedrich Merz.

Le parole di Scholz, come dicevamo, sono state criticate dall'ambasciatore Melnyk, anche con sarcasmo: "Non suona molto da statista comportarsi da offesi", ha detto all'agenzia stampa Dpa utilizzando un termine gergale per indicare una persona che si prende troppo sul serio: "Siamo di fronte alla più brutale guerra di sterminio dall'invasione nazista dell'Ucraina, non siamo all'asilo", ha aggiunto. Secondo Melnyk, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky sarebbe felice di ricevere a Kiev Scholz, ma "ciò che l'Ucraina vorrebbe molto di più rispetto a visite simboliche" è che il governo tedesco "attui rapidamente la richiesta del Bundestag per la consegna di armi pesanti e rispetti a pieno le promesse fatte sinora". Nelle prime otto settimane successive all'invasione russa dell'Ucraina, la Germania ha inviato a Kiev armi ed equipaggiamenti per oltre 190 milioni di euro. 

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