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Giovedì, 19 Maggio 2022
Venti di guerra / Ucraina

Uccisi 2 soldati ucraini, colpi di mortaio sfiorano ministro di Kiev. G7: "Mosca si ritiri"

L'Osce ha registrato 1.500 violazioni del cessate il fuoco nella parte est del Paese. Il presidente Zelensky: "Difenderemo la nostra meravigliosa nazione"

La tensione è alle stelle nell'est dell'Ucraina, in quelli che potrebbero essere i preliminari di una invasione da parte della Russia. Due soldati ucraini sono stati uccisi e quattro sono rimasti feriti negli scontri di oggi con i separatisti filorussi nel Donbass, secondo quanto riportato dall'esercito di Kiev. Gli osservatori dell'Osce hanno registrato oggi 1.500 violazioni del cessate il fuoco nella parte orientale della nazione, dove le forze armate fronteggiano i ribelli che controllano le autoproclamate repubbliche di Donetsk e Lugansk.

Una dozzina di colpi di mortaio sono caduti anche a pochi metri dal ministro dell'Interno, Denys Monastyrskiy, mentre incontrava i giornalisti vicino alla linea del fronte. L'esponente del governo di Kiev è dovuto correre a ripararsi e per fortuna nessuno è rimasto ferito, riferiscono i media internazionali. In vista di una possibile guerra sono già quasi 17 mila le persone evacuate in Russia dal territorio del Lugansk, 3 mila delle quali sono partite questa mattina, hanno riferito all'agenzia russa Tass le autorità di una delle due autoproclamate repubbliche separatiste filorusse del Donbass. Nella provincia sono stati organizzati 61 punti di evacuazione e le operazioni coinvolgono 219 autobus e un treno.

"Difenderemo il nostro meraviglioso Paese, con o senza i partner", ha assicurato Volodymyr Zelensky non ha usato giri di parole, arrivando a Monaco di Baviera dove si è svolta prima Conferenza sulla Sicurezza poi il G7 dei ministri degli Esteri. L'Ucraina "è lo scudo dell'Europa contro l'esercito russo", e dall'occidente Kiev aspetta "risposte chiare e oneste".ha detto il presidente che non ha risparmiato critiche a quelli che poi ha definito "amici": "Sulle sanzioni abbiamo discusso. Se mi dicono che l'attacco militare ci sarà al 100%, io chiedo perché aspettare? Siano disposte subito". "A cosa servono le sanzioni dopo i bombardamenti e l'occupazione?", ha aggiunto spiegando poi di ritenere indispensabile che l'elenco venga reso pubblico subito. "L'Ucraina aspira alla pace. L'Europa aspira alla pace. Il mondo dice di non volere una guerra. Mentre la Russia afferma che non vuole attaccare. Qui qualcuno mente", ha detto in uno dei passaggi di maggiore intensità retorica del suo discorso.

I ministri degli Esteri del G7 hanno chiesto alla Russia di "scegliere la via della diplomazia, ridurre le tensioni, ritirare gran parte delle sue forze armate dalle immediate vicinanze dei confini dell'Ucraina e rispettare pienamente gli impegni internazionali, compresa la riduzione del rischio e la trasparenza delle attività militari". I sette hanno anche avvertito che "la Russia non dovrebbe dubitare che ogni ulteriore aggressione militare contro l'Ucraina avrà conseguenze massicce, tra cui sanzioni economiche e finanziare su un ampio spettro di obiettivi individuali e settoriali che imporrebbero costi gravi e senza precedenti sull'economia russa”. “Prenderemo misure restrittive coordinate in questo caso", hanno scritto in una dichiarazione i ministri degli Esteri del G7 che hanno detto di aspettarsi "come primo passo che la Russia realizzi l'annunciata riduzione delle sue attività militari lungo il confine ucraino", promettendo di giudicarla "dalle sue azioni".

Rimangono però divergenze di approccio tra gli Usa e la Germania, che ha criticato gli allarmi su un'invasione imminente giunti da Washington. "Non sappiamo ancora se è stato deciso un attacco", ha detto il ministro degli Esteri tedesco, Annalena Baerbock, a margine della Conferenza sulla sicurezza di Monaco. Baerbock ha avvertito che la "minaccia contro l'Ucraina è molto reale" ma ha aggiunto che "in situazioni di crisi, la cosa più inappropriata da fare è in qualche modo indovinare o presumere" le intenzioni, in questo caso di Mosca. Ieri il presidente degli Stati Uniti Joe Biden si era detto "convinto" che il presidente russo Vladimir Putin avesse "preso la decisione" di attaccare.

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