Tra la Turchia e l'Ue scoppia la guerra del gas. E in mezzo c'è l'Eni 

“Pronti a qualsiasi intervento”, annuncia Erdogan. “Eviti dichiarazioni negative”, risponde Bruxelles. E intanto la nave italiana Saipem 12000 resta bloccata al largo di Cipro. Il tutto per Calipso

ANSA/WWW.SAIPEM.COM

Si chiama Calipso, si trova al largo di Cipro e dicono che li' il gas sia tra i migliori mai scovati nel Mediterrano. Inoltre, il giacimento, già di per sé notevole, potrebbe essere collegato a Zhor, il più grande “bacino” di gas del Mare Nostrum che si trova in acque egiziane, per il 60% in concessione a Eni. Si capisce da questi pochi dettagli il perché della braccio di ferro scoppiato tra l'Unione europea e la Turchia dopo che le forze militari di Ankara hanno bloccato una nave da trivellazione, la Saipem 12000, di proprietà del cane a sei zampe, al largo delle coste cipriote.

L'avvertimento di Erdogan

Per il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, quell'ambitissimo pezzo di mare appartiene al suo paese, o meglio a quella parte di Cipro che ricade sotto il potere di Ankara. Di diverso avviso Bruxelles e soprattutto l'Eni, che vuoi per la posizione, vuoi per il possibile legame con il “suo” Zhor. L'Alta rappresentanto Ue Federica Mogherini ha incontrato il ministro degli Esteri turco. Ma gli animi tra le due sponde del Mediterraneo non sembrano distendersi. 

“Avvertiamo le compagnie straniere che sono impegnate in attività al largo di Cipro, facendo affidamento sulla parte greca, affinché non siano uno strumento per questioni che vanno oltre i loro limiti e poteri", ha detto Erdogan. "In questo momento, le nostre navi da guerra, l'aeronautica e altre unità dell'apparato di sicurezza stanno seguendo da vicino gli sviluppi nella regione con l'autorità di effettuare qualsiasi tipo di intervento, se necessario", ha aggiunto il presidente turco. 

Le vie del gas italiane

La risposta dell'Ue

La risposta di Bruxelles è stata affidata per il momento al portavoce capo della Commissione europea Margaritis Schinas. La Turchia dovrebbe evitare "dichiarazioni negative", dannose per i buoni rapporti con l'Unione europea, ha detto Schinas. “Sull'incidente nell'Egeo – ha proseguito - seguiamo la vicenda da vicino. Come detto ieri, ma 'repetitio mater studiorum est', reiteriamo la necessità che la Turchia si impegni in modo inequivoco per buone relazioni di vicinato e che eviti qualsiasi tipo di azione o di frizione diretta contro gli Stati membri, che danneggi le buone relazioni di vicinato e la risoluzione pacifica delle controversie". 

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"Sottolineiamo anche la necessità di rispettare la sovranità degli Stati membri, nello spazio marittimo e nello spazio aereo. Inoltre dichiarazioni negative che danneggiano i buoni rapporti di vicinato dovrebbero essere evitate, specie in vista del vertice di Varna", sul Mar Nero in Bulgaria, previsto per il prossimo 26 marzo, ha concluso Schinas.  

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