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La Oruc Reis - foto Ansa

La Oruc Reis - foto Ansa

Alta tensione nel Mediterraneo, Erdogan vuole il gas greco

Ankara ha iniziato esplorazioni in acque vicine alla Turchia ma che appartengono ad Atene. Bruxelles ha convocato un Consiglio straordinario e Macron ha inviato una nave da guerra

La Turchia "non insegue avventure" nel Mediterraneo orientale e l'unico modo per risolvere le dispute con la Grecia sulle esplorazioni di risorse energetiche decise da Ankara è attraverso il dialogo.

"Dialogo"

Prova a mostrarsi ragionevole il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, parlando davanti ai membri del suo partito, l'Akp. Ma nei fatti il Paese sta invadendo un territorio che non è suo (per quanto si tratti di acque territoriali), cosa che non ha mai avuto problemi a fare nel passato. Dall'invasione nel 1974, e ancora irrisolta, del nord di Cipro, a quella recente della Siria per combattere i curdi. "Il percorso per una soluzione nel Mediterraneo orientale è attraverso il dialogo ed il negoziato. Non stiamo seguendo alcuna avventura non necessaria o cercando tensioni", ha detto anche il presidente.

Tensione alle stelle

Ma di fatto le sue azioni unilaterali stanno portando la tensione alle stelle. La Grecia ha messo l'esercito sull'allerta, la Francia di Emmanuel Macron le ha inviato in sostegno due aerei da caccia e la fregata Lafayette, l'Unione europea ha convocato un Consiglio Affari Esteri straordinario per domani (venerdì), per discutere della vicenda oltre che della situazione in Bielorussia.

Le esplorazioni

I problemi sono nati quando nave da ricerca turca, Oruc Reis, scortata da navi da guerra, ha iniziato esplorazioni in acque contestate ma formalmente greche, quelle dell'isola di Castellorosso. Si tratta di una piccola isola greca che in effetti si trova a 580 chilometri dalla Grecia continentale e a soli due chilometri dalla Turchia. Lontana o meno si tratta comunque di territorio ellenico riconosciuto come tale, le cui acque nel mar Egeo potrebbero essere ricche di risorse naturali.

Mare ricco di risorse

La scoperta di giacimenti di gas d'alto mare, prima al largo dell'Egitto e poi di Israele e Cipro, ha dimostrato che il Mediterraneo orientale è ricco di risorse naturali. Egitto e Israele hanno trovato riserve di gas sufficienti per diventare autosufficienti per il prossimo futuro. E ora anche la Turchia vuole mettere le mani su quelle ricchezze, anche a scapito della Grecia. "Non desideriamo i diritti di altri ma non permetteremo il saccheggio dei nostri diritti", ha detto il capo di Stato turco come riferisce l'agenzia statale Anadolu. "Non siamo noi ad ingigantire la situazione di tensione nel mediterraneo ma è la mentalità greco-cipriota-romana (il riferimento è ad epoche imperiali, ndr) a tentare di ignorare la Turchia", ha tuonato.

Atene pronta a rispondere

Da parte sua Atene ha messo in allerta l'esercito, anche se ha giurato che “non farà il primo passo”, ma allo stesso tempo ha assicurato che “nessuna sfida rimarrà senza risposta”. "Il nostro Paese non minaccia nessuno, ma non può essere ricattato", ha detto mercoledì sera alla nazione il primo ministro, Kyriakos Mitsotakis. "Che sia chiaro a tutti: il rischio di un incidente è in agguato quando così tante forze militari si riuniscono in un'area limitata".

La Francia con la Grecia

"La situazione nel Mediterraneo orientale è preoccupante. Le decisioni unilaterali della Turchia sulle attività di esplorazione petrolifera stanno provocando delle tensioni. Queste azioni devono terminare per consentire un dialogo pacifico tra paesi vicini e alleati all'interno della Nato", ha scritto Macron su Twitter, annunciando la decisione di mandare una fregata francese.

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