Gas nel Mediterraneo, l'Ue verso sanzioni alla Turchia

Ankara non ci sta: “Reagiremo”. Le multe arrivano dopo le perforazioni nei fondali ciprioti, ritenute illegali da Bruxelles. La reazione europea era stata richiesta anche dal Governo italiano

Due funzionari dell'impresa di Stato turca Tpao, leader nel settore petrolifero e nelle estrazioni di gas, sono i primi destinatari delle sanzioni decise da Bruxelles in seguito alle attività di perforazione nel Mediterraneo orientale, ritenute “illegali” dai Paesi Ue. Ankara conduce da tempo attività di ricerca di giacimenti di gas naturale nei fondali ciprioti, contesi tra la Repubblica di Cipro, Stato membro dell’Ue, e l’autoproclamata Repubblica Turca di Cipro del Nord, sostenuta dal Governo turco dal 1974.

Le sanzioni

L’elenco integrale di tutte le persone e imprese sanzionate dall’Unione europea non è ancora stato diffuso, ma - da quanto si apprende - tra i destinatari delle multe ci potrebbe essere la stessa Tpao, già colpita dalle sanzioni ai propri dipendenti. Le sanzioni seguono alla decisione presa dai leader Ue nel corso di una riunione ad ottobre, dove hanno definito “illegali” le attività di perforazione della Turchia nella zona economica esclusiva di Cipro. 

Tensioni tra Roma e Ankara

Solo la settimana scorsa, il Governo italiano è stato protagonista di uno scontro con quello turco proprio in merito alle attività di ricerca. Nel tentativo di difendere le attività delle imprese italiane - a partire da Eni, attiva dal 2013 nella ricerca di giacimenti di gas nei fondali di Cipro - la Farnesina aveva espresso “preoccupazione” per “la presenza di navi turche impegnate in attività di perforazioni non autorizzate a Sud della Zona economica esclusiva di Cipro”. “Invitiamo ancora una volta tutti i membri dell'Ue, e in particolare l'Italia, ad abbandonare un approccio che ignora i diritti dei turco-ciprioti”, era stata la risposta stizzita del Governo di Ankara al ministro degli Esteri, Luigi Di Maio

Le reazioni

Secondo quanto scrive il sito di notizie Politico, il testo legale delle sanzioni sarebbe ancora oggetto di modifiche e dovrebbe essere pronto per l'approvazione nel corso della prossima riunione dei ministri degli Esteri Ue prevista per il 17 febbraio. 

Nonostante la mancanza di ufficialità della lista delle sanzioni, la reazione di Ankara non si è fatta attendere. “Qualsiasi tipo di sanzione contro gli individui turchi è inaccettabile”, accusano fonti diplomatiche turche. "L'Ue non può giocare come accusatore e come giudice su questo tema”, si sottolinea prima della promessa: “ovviamente reagiremo”.

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