La Turchia attacca Di Maio: “Ignora i turco-ciprioti”

Reazione stizzita di Ankara alle “preoccupazioni” di Roma sulle navi turche impegnate nelle perforazioni a largo di Cipro. La Farnesina tenta di difendere gli interessi italiani, ma da Erdogan arriva la dura replica

“Invitiamo ancora una volta tutti i membri dell'Ue, e in particolare l'Italia, ad abbandonare un approccio che ignora i diritti dei turco-ciprioti”. Così un comunicato al vetriolo del Governo turco che, senza troppi giri di parole, se la prende con il ministro degli Esteri italiano, Luigi Di Maio, per aver fatto una “spiacevole dichiarazione”. Nel tentativo di difendere le attività delle imprese italiane - a partire da Eni, attiva dal 2013 nelle attività di ricerca di giacimenti di gas nei fondali di Cipro - la Farnesina aveva espresso “preoccupazione” per “la presenza di navi turche impegnate in attività di perforazioni non autorizzate a Sud della Zona economica esclusiva di Cipro”.

Sanzioni in arrivo dall'Ue

La questione coinvolge in pieno l’Unione europea, che ha già deciso di sanzionare le imprese e le persone coinvolte in quelle che Bruxelles ritiene “attività illegali”. La minaccia non ha scoraggiato le imprese turche da continuare le perforazioni nei fondali contesi tra la Repubblica di Cipro, Paese membro dell’Ue, e l’autoproclamata Repubblica turca di Cipro del Nord, Stato non riconosciuto dalla comunità internazionale. 

La contesa sui fondali

Il monito del Governo turco - che ritiene di avere diritto di perforazione sul fondali ciprioti - è arrivato dal portavoce del ministero degli Esteri di Ankara, Hami Aksoy, in seguito all'incontro avvenuto ieri a Roma tra il ministro degli Esteri italiano, Di Maio, e il collega greco cipriota, Nikos Hristodulidis. “Per garantire i diritti dei turchi ciprioti le ricerche di idrocarburi a largo dell'isola da parte della compagnia turca Tpao, continueranno come stabilito dalle licenze”, si legge nella nota. “La Turchia - prosegue il rappresentante del Governo guidato da Recep Tayyip Erdogan - continua con decisione a difendere i diritti dei turchi di Cipro”.

Il patto con la Libia

Le rivendicazioni di Ankara hanno a che vedere anche con un patto con la Libia, relativo la giurisdizione nel Mediterraneo orientale. “Rispetto al nostro accordo con la Libia e alle critiche giunte dai Paesi dell'Ue e dall’Italia - prosegue il Governo turco - è bene ricordare come questi ultimi siano rimasti in silenzio nel 2003, quando Cipro Sud (greca ndr) ed Egitto conclusero un accordo sui confini marittimi”. “Un atteggiamento che dimostra come la la politica di questi Paesi sia incoerente e contraddittoria”, conclude il portavoce del ministero degli Esteri di Ankara.

L'interrogazione

Nella giornata di oggi è arrivata anche un’interrogazione parlamentare a firma dell’eurodeputato di Forza Italia Massimiliano Salini. “Il 18 gennaio scorso la Yavuz, nave turca per perforazioni petrolifere, ha lasciato il porto di Mersina per esplorare le acque a sud di Cipro, in un settore di competenza di due gruppi petroliferi europei”, scrive il deputato europeo.

Salini ricorda alla Commissione europea, destinataria dell’interrogazione, che Ankara sostiene le “attività palesemente illegali” della nave turca, “la quale staziona e opera da ormai dieci giorni in una zona di concessione di un governo membro dell'Unione europea”. L’europarlamentare italiano chiede quindi una reazione all'Alto rappresentante dell’Ue per la Politica estera, Josep Borrell

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