Stop alla Turchia nell'Ue, Strasburgo dice 'no' alla Lega

L'Europarlamento ha votato una risoluzione in cui si condanna duramente Ankara per l'offensiva contro i curdi in Siria e che invita gli Stati membri ad attuare sanzioni più dure. Ma non passa l'emendamento del gruppo sovranista

Rispetto alle decisioni prese dai governi all'ultimo summit Ue, la posizione del Parlamento europeo nei confronti dell'intervento militare della Turchia contro i curdi nel nord-est della Siria, è senza dubbio più forte: non solo embargo all'export di armi verso Ankara, ma anche sanzioni economiche più forti e stop alle agevolazioni alle importazioni verso l'Ue. Sono queste, in sintesi, le richieste contenute nella risoluzione approvata dall'Aula di Strasburgo. Che pero' ha detto 'no' a chiudere defintivamente la porta all'adesione della Turchia all'Unione europea. 

La Turchia nell'Ue

L'emendamento presentato dal gruppo Identità e democrazia, di cui fa parte la Lega, che invitava "la Commissione e il Consiglio a chiudere formalmente e definitivamente tutti i negoziati relativi all'adesione della Turchia all'Ue, in quanto non è un Paese europeo e non agisce in conformità dei valori europei", è stato infatti sonoramente bocciato con 460 voti contrari e 122 favorevoli. Tra questi ultimi, oltre alla pattuglia del Carroccio, anche gli eurodeputati di Fratelli d'Italia Procaccini e Stancanelli e la dem Picierno (mentre il resto del Pd ha votato contro). I 5 stelle si sono astenuti.

Tornando alla risoluzione approvata, nel testo si "condanna fermamente l'intervento militare unilaterale della Turchia nel nord-est della Siria, esortando la Turchia a ritirare tutte le sue forze dal territorio siriano". Secondo Strasburgo, "l'intervento della Turchia nel nord-est della Siria è una grave violazione del diritto internazionale e mina la stabilità e la sicurezza dell'intera regione".

La risoluzione approvata

Il Parlamento ha espresso la "sua solidarietà al popolo curdo, sottolineando l'importante contributo delle forze a guida curda, in particolare quella delle donne, nella lotta contro Daesh. I deputati sono estremamente preoccupati per le notizie secondo cui centinaia di prigionieri dell'Isis stanno fuggendo dai campi nel nord della Siria in mezzo all'offensiva turca, il che aumenta il rischio di una rinascita del gruppo terroristico".

I deputati inoltre "ritengono inaccettabile che il presidente turco Recep Tayyip Erdoan utilizzi i rifugiati per ricattare l'Ue" e chiedono al Consiglio di introdurre una serie di sanzioni e divieti di visto mirati per i funzionari turchi responsabili di violazioni dei diritti umani, nonché di prendere in considerazione l'adozione di misure economiche mirate contro la Turchia. I deputati propongono inoltre di considerare la sospensione delle preferenze commerciali nell'accordo sui prodotti agricoli e, come ultima risorsa, la sospensione dell'Unione doganale Ue-Turchia.

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Intanto, più o meno in contemporanea con il voto di Strasburgo, la Turchia è tornata a rivolgersi all'Ue con toni non proprio concilianti: "Se la Turchia non lo impedisse, proteggendo i confini Ue, centinaia di migliaia di migranti e rifugiati entrerebbero nel territorio europeo", ha detto il portavoce del partito di Erdogan, Omer Celik. "L'esercito turco non si ritirerà dal nord-est della Siria finché la stabilità e la sicurezza non saranno garantite", ha aggiunto Celik.

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