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Giovedì, 8 Dicembre 2022
Il caso / Germania

Una turbina canadese potrebbe "salvare" il gas russo in Germania

Bloccata dalle sanzioni, servirà alla manutenzione del gasdotto Nord Stream 1. Ottawa ha concesso una deroga ad hoc dopo le minacce di Gazprom di tagliare le forniture a Berlino

Una turbina prodotta in Canada potrebbe salvare le forniture di gas russo alla Germania e all'Europa in vista dell'inverno? Questo è quanto spera il governo di Berlino, che ha salutato con favore la decisione di Ottawa di sbloccare la consegna di questa componente ritenuta fondamentale da Mosca per far funzionare il Nord Stream 1, il gasdotto da 1.220 km che da Vyborg, in Russia, porta 55 miliardi di metri cubi di gas all'anno fino alle coste tedesche. 

Nei prossimi giorni, gli occhi dell'Europa saranno puntati su quello che accade lungo questo gasdotto. L'11 luglio, Gazprom, la società che gestisce il gasdotto, fermerà le forniture per dei lavori di manutenzione, la cui durata prevista è di 10 giorni. Ma la Germania teme che i flussi potrebbero interrompersi più a lungo per una precisa scelta politica del Cremlino. I responsabili di Gazprom hanno già messo le mani avanti, avvertendo che eventuali ritardi nella manutenzione potrebbero dipendere dalla mancanza di componenti essenziali, di fabbricazione occidentale, bloccati dalle sanzioni. Tra questi, per l'appunto, ci sono le turbine prodotte in Canada.

Nei giorni scorsi, il gigante russo del gas aveva già ridotto le sue forniture lamentando il problema delle turbine, che, caso vuole, dovrà installare una società tedesca, la Siemens Energy. Il cancelliere Olaf Scholz si sarebbe speso personalmente con il governo di Ottawa chiedendo di concedere una deroga sulle sue sanzioni alla Russia, in base alle quali sono state sospese tutta una serie di esportazioni verso Mosca. La risposta del Canada è arrivata domenica: il governo concederà un "permesso revocabile e limitato nel tempo" in modo che Siemens possa ricevere le turbine e utilizzarle per la manutenzione del Nord Stream 1. Di fatto, l'export è stato autorizzato verso la Germania, ma è chiaro che il destinatario finale è la Russia.

"Accogliamo con favore la decisione dei nostri amici e alleati canadesi", ha detto Scholz in una dichiarazione pubblica. Berlino si sta preparando all'eventualità di uno stop definitivo al gas russo, ma la consegna delle turbine potrebbe togliere a Gazprom una scusa tecnica per venire meno ai suoi obblighi contrattuali. L'accordo con Ottawa, però, ha fatto infuriare le autorità di Kiev, sia perché in questo modo Germania e Canada avrebbero ceduto alle minacce di Gazprom, sia perché con il Nord Stream bloccato, il gas verso l'Europa sarebbe potuto passare comunque lungo i gasdotti che attraversano l'Ucraina. "Siamo profondamente delusi", hanno detto in una nota i ministeri dell'Energia e degli Esteri ucraini. Intanto, proprio in questi giorni, Kiev ha richiamato in patria l'ambasciatore a Berlino, Andriy Melnyk, revocandogli l'incarico. Il presidente Volodymyr Zelensky ha assicurato che si tratta di una normale rotazione diplomatica. Melnyk, finora, si era contraddistinto per le sue accuse pubbliche, e poco diplomatiche, nei confronti di Scholz e delle posizioni del governo tedesco considerate troppo filo-russe. 

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