Trump ripristina la pena di morte, l'Ue: “Punizione disumana, va abolita”

Il dipartimento della Giustizia ha annunciato la ripresa delle esecuzioni capitali nel sistema di federale dopo una moratoria durata oltre 15 anni

L'Ue "si oppone con forza alla pena di morte e continuerà il lavoro per abolirla a livello mondiale". Lo afferma in una nota il portavoce del servizio di azione esterna, la diplomazia dell'Ue, dopo che ieri il Dipartimento della Giustizia Usa, dopo una moratoria di fatto di 16 anni, ha annunciato che il governo federale riprenderà le esecuzioni. Per l'Ue "questa decisione contraddice la tendenza sempre crescente ad abolire la pena di morte sia negli Stati Uniti che nel mondo”. Le esecuzioni capitali “violano il diritto inalienabile alla vita sancito dalla Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo e costituisce una punizione crudele, inumana e degradante”, ha concluso il portavoce.

Già programmate 5 esecuzioni

L'annuncio dell'amministrazione di Donald Trump è arrivato ieri. Già sono state programmate le esecuzioni di cinque detenuti che si trovano nel braccio della morte per condanne per omicidio. Il primo ad essere giustiziato, il prossimo 9 dicembre, sarà Daniel Lewis Lee, un suprematista bianco condannato per aver ucciso in Arkansas una famiglia di 3 persone, tra cui un bimbo di 8 anni. Trump ha auspicato ripetutamente una estensione della pena di morte, in particolare per chi uccide i poliziotti, per gli estremisti islamici, gli autori delle stragi di massa e i trafficanti di droga. E ora mostra il 'pugno duro' da far valere nella campagna per la sua rielezione.

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Aumentano le moratorie

La sua mossa è però in contrasto con le crescenti moratorie adottate da vari Stati negli ultimi dieci anni. L'ultimo Stato ad unirsi alla fronda, lo scorso marzo, è la California, che ha così fatto salire a 21 su 50 il numero degli stati che hanno abolito o sospeso le pene capitali.

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