Doppio schiaffo a Trump: sia Londra che Bruxelles aprono al 5G Huawei

Regno Unito e Ue consentiranno al colosso cinese di gestire le infrastrutture di nuova generazione, seppur richiedendo alcune garanzie sulla sicurezza. La vicepresidente della Commissione Vestager: “Approccio proporzionato, lo spiegheremo ai partner internazionali”

Foto Ansa EPA/MICHAEL REYNOLDS

Certo far gestire infrastrutture tanto sensibili come quelle delle telecomunicazioni a un'azienda di un Paese come la Cina pone alcuni interrogativi in materia di sicurezza, ma escludere a priori la Huawei dagli appalti sul 5G non è auspicabile. Nonostante le pressioni degli Stati Uniti di Donald Trump sia l'Unione europea che il Regno Unito hanno deciso di aprire i loro mercati all'azienda di Shenzhen.

Approccio proporzionato

Oggi la Commissione ha presentato una serie di raccomandazioni agli Stati membri per rendere più sicure le reti di futura generazione 5G, senza tuttavia escludere esplicitamente Huawei come avrebbe voluto Washington. Per la sicurezza delle reti di telefonia mobile di quinta generazione l'Ue adotterà "un approccio proporzionato, che adatta le misure specifiche ai rischi identificati. È una cosa che siamo più che disponibili a spiegare a livello internazionale", ha spiegato la vicepresidente dell'esecutivo comunitario Margrethe Vestager. Le misure previste dall'Ue sulla sicurezza delle reti 5G, "non prendono di mira alcuna specifica società o Paese. Sappiamo che le decisioni che l'Ue e i suoi Stati membri prenderanno avranno importanza e impatteranno sul modo in cui ci rapportiamo con i nostri partner. Vogliamo affrontare questa cosa in modo diretto, aperto e franco", ha continuato la commissaria danese, con un chiaro riferimento agli Stati Uniti.

Il pacchetto

Secondo quanto approvato dal collegio dei commissari di Bruxelles, in un pacchetto di misure che dovrebbero essere approvate entro il 30 aprile, il mercato Ue dovrebbe rimanere aperto ad imprese di Paesi terzi, compresa la Cina, ma a condizione che i requisiti di sicurezza europei siano rispettati. Nello specifico, la Commissione raccomanda agli Stati membri di restringere, proibire e/o richiedere condizioni specifiche per la fornitura, la realizzazione e il funzionamento delle reti 5G. Tra le varie raccomandazioni c'è la necessità di valutare "il profilo di rischio dei fornitori" e di applicare "restrizioni" a quelli considerati "a alto rischio", compresa la possibilità di decidere "esclusioni per limitare in modo efficace i rischi" per gli "asset chiave" dell'infrastruttura 5G. Inoltre, la Commissione chiede agli Stati membri di assicurare che gli operatori evitino di essere dipendenti da "un unico fornitore" e impedire la "dipendenza da fornitori considerati a alto rischio".

Huawei esulta

A felicitarsi del pacchetto la stessa Huawei che ha parlato di "approccio privo di pregiudizi e basato sui fatti”, che consentirà all'Europa “di disporre di una rete 5G più sicura e più veloce".

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Il Regno Unito

E sempre oggi il premier britannico, Boris Johnson, ha difeso il via libera con restrizioni concesso ieri dal Regno Unito alla partecipazione di Huawei ai progetti della nuova rete di telecomunicazione 5G, escludendo conseguenze seri nei rapporti con gli Usa malgrado le pressioni di Washington per un bando totale del colosso cinese. La soluzione trovata, ha detto il premier Tory alla Camera dei Comuni, risponde alla necessità "assolutamente vitale che la gente di questo Paese abbia accesso alle migliori tecnologie disponibili". Al contempo, ha proseguito, essa "non mette in pericolo le nostre relazioni con gli Stati Uniti" poiché "è stato fatto di tutto per non compromettere le infrastrutture strategiche della nostra sicurezza nazionale, né l'inestimabile cooperazione (d'intelligence) con i partner del gruppo Five Eyes".

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