“Troppo Netflix e PornHub, cosi' i giovani d'oggi fanno sempre meno sesso”

Dagli Stati Uniti al Giappone, negli ultimi decenni è diminuito notevolemente il numero di rapporti nella fascia 18-30. Agli appuntamenti “offline” si preferisce lo schermo. Considerato più sicuro

EPA/SASCHA STEINBACH ILLUSTRATION

Il '68 è stato l'anno della rivoluzione, sono al sistema, ma anche (e per alcuni soprattutto) sessuale. Cinquant'anni dopo, l'arrivo di Netflix e siti come PornHub, cosi' come l'aumento delle paure legate alle malattie sessuali, stanno avendo l'effetto opposto: sempre meno giovani fanno sesso. E' quanto sostengono sulle pagine di Politico due ricercatori, W. Bradford Wilcox e Samuel Sturgeon, che hanno analizzato indagini statistiche e studi psicologi condotti negli Stati Uniti e in Giappone. Scoprendo che è in atto una vera e propria controrivoluzione sessuale.

Dagli adolescenti agli adulti, sempre meno rapporti

Stando ai dati raccolti, il calo riguarda sia adulti che giovani. Ma è nei secondi che il fenomeno è più marcato. Tra gli adulti americani, tra la fine degli anni '90 e il 2010, la frequenza sessuale è calata del 14%. Mentre chi ha dichiarato di non aver avuto rapporti sessuali nell'ultimo anno è passata dal 18% al 22%. Se si guarda ai giovani della fascia 18-30 anni, all'inizio del 2000 il 73% faceva sesso due volte al mese. Nel 2016, la percentuale è scesa del 66%. Nello stesso arco di tempo, la quota di coloro che non hanno avuto alcun rapporto sessuale nel corso dell'ultimo anno è passata dal 12% al 18%. Il calo riguarda tutti, uomini e donne, adolescenti e adulti.

Le cause del declino  

Ma perché si fa meno sesso? Secondo i due ricercatori, i millennials (nati tra il 1980 e la metà degli anni '90) e gli iGen (nati dalla metà degli anni '90) “sono più cauti in media rispetto alle generazioni precedenti e quindi più inclini a concentrarsi sui rischi emotivi e fisici del sesso, piuttosto che sulle sue gioie”. Questi giovani adulti “corrono meno rischi”, “bevono meno, guidano meno e fanno meno sesso”. Già, perché il sesso viene visto come un rischio: programmi come “16 anni e incinta” di Mtv e l'aumento delle campagne di sensibilizzazione sulle malattie sessuali hanno lasciato il segno. I ricercatori citano la spiegazione di Tyrone, 20 anni, per il quale la sua generazione sta facendo meno sesso "a causa della paura della gravidanza e delle malattie”. 

Ci sono poi le crescenti paure di molestie e violenze, come spiega Amelia, 23 anni, che non ha mai fatto sesso perché pensa che ci siano “così tanti rischie e che "le donne in particolare sono molto consapevoli dei pericoli nell'andare con uno sconosciuto a casa loro”. Senza dimenticare un fenomeno molto noto agli italiani, quello dei cosiddetti “bamboccioni”, ossia i giovani adulti che restano a vivere a casa con i genitori: un fenomeno in crescita anche negli Usa. E che fa il pari con la precarietà che ha spinto sempre meno giovani a sposarsi e mettere su famiglia. 

Meglio Netflix e PornHub ai rischi del sesso?

“Ma queste tendenze culturali ed economiche a più lungo termine – dicono i due ricercatori - non spiegano perché il sesso sia diminuito cosi' drammaticamente” negli ultimi 6 anni: tra il 2010 e il 2016, infatti, la percentuale di giovani che non hanno avuto rapporti nell'ultimo anno è quasi triplicata, passando dal 7% al 18%.

Secondo Wilcox e Sturgeon, la causa principale va cercata proprio nelle nuove tecnologie che “incoraggiano i giovani adulti a dedicare più tempo ai social media, ai videogiochi e ad altre distrazioni virtuali, e meno tempo alle relazioni di persona con i loro coetanei”. E se diminuisce la socializzazione in prima persona, “viene meno anche una delle forme più fondamentali di socializzazione, il sesso”.

Negli ultimi 10 anni, i 18enni che hanno dichiarato di uscire per un appuntamento è passata dal 70% al 55%. E cosa si fa se non si esce? Si sta a casa a guardare le serie tv, Netflix su tutti. Ma anche il porno. Il sito più diffuso negli Usa è PornHub, che nel 2009 aveva 10 milioni di visite giornaliere: nel 2017 le visite sono schizzate a 75 milioni al giorno. “Perché rischiare di venire respinti, le malattie sessualmente trasmissibili, dover incontrarsi con qualcuno quando puoi guardare il porno nella privacy della tua camera da letto e fare le cose a modo tuo?”, dice lo psicologo Twenge, citato nella ricerca. 

Il caso del Giappone

Il rischio per gli Stati Uniti, scrivono i due ricercatori, è di finire come il Giappone, dove il calo dei rapporti sessuali e dei matrimoni è stato ancora più repentino. Circa un terzo dei giapponesi tra i 18 e i 34 anni dichiara di essere vergine. Il risultato è che il paese ha uno dei tassi di fertilità più bassi del mondo e la popolazione si è ridotta di oltre 1 milione dal 2010. I giapponesi invecchiano. E poiché si sposano sempre meno, invecchiano da soli, senza una compagna o figli che si possano prendere cura di loro. Una bolla sociale, ma anche economica. Che rischia di esplodere.

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