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Sabato, 25 Giugno 2022
Ingiustizia / Grecia

Assolti 4 poliziotti per l'omicidio di un attivista Lgbt: proteste in Grecia

Il ragazzo era stato pestato a sangue. Secondo l'accusa, gli agenti, invece di aiutarlo, ne peggiorarono le condizioni. Fino alla morte

La decisione di un tribunale greco di scagionare quattro agenti di polizia coinvolti nella brutale morte di un attivista Lgbt+ ad Atene ha scatenato l’ira di attivisti e Ong che hanno deplorato il verdetto come "profondamente ingiusto".In seguito alla sentenza centinaia di attivisti sono scesi per strada per chiede giustizia per Zak e la sua famiglia.

Si chiamava Zak Kostopoulos, era un attivista Lgbt+ e il 21 settembre 2018 fu massacrato da due uomini in una gioielleria di Atene. In seguito al linciaggio la polizia fece incursione sul posto e tentò di arrestare Kostopoulos, mentre si trovava, morente, per terra. Secondo quanto riporta il Guardian gli agenti furono chiamati dai due aggressori che denunciarono un "rapinatore armato di coltello”, versione smentita dai testimoni e dalle telecamere di sorveglianza. Una volta giunti sul posto, gli agenti, nonostante l’attivista non opponesse alcuna resistenza e si trovasse a terra sanguinante, lo bloccarono violentemente, aggravando la sua già fragile condizione. Le violenze subite, e il ritardo nel contattare i soccorsi, portarono alla morte del giovane attivista.

Sono passati quattro anni da quel tragico giorno e la sentenza del giudice è arrivata: i due uomini che perpetrarono il massacro sono stati condannati a dieci anni di reclusione mentre i quattro agenti sono stati scagionati. La decisione di assolvere i poliziotti è stata considerata dalle Ong e dalla famiglia della vittima come “profondamente ingiusta”. Anny Paparousou, avvocatessa che rappresenta la famiglia di Kostopoulos, ha detto al Guardian che la decisione del giudice “segue la tradizione della violenza della polizia che non viene mai punita nemmeno dai nostri tribunali”.

“Anche se accogliamo con favore le sentenze di colpevolezza, siamo delusi e contrari alla liberazione dei quattro agenti dopo aver documentato la loro partecipazione al crimine”, ha dichiarato la legale. Glykeria Arapi, direttore di Amnesty International Grecia, ha definito la decisione della corte “l'ennesimo esempio in Grecia nel quale le vittime dell'uso non necessario della forza e le loro famiglie sono lasciate senza giustizia".

"Zak Kostopoulos non sarà dimenticato. Anzi, è diventato un simbolo della lotta per una società di libertà e uguaglianza. Prendiamo personalmente la spietatezza della sua morte insensata e l'ingiustizia della decisione di oggi”, ha aggiunto il direttore.

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