Mercoledì, 29 Settembre 2021
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I giudici tedeschi: "Non mandate i migranti in Italia: trattati malissimo e niente lavoro"

Il caso di due richiedenti asilo 'dublinanti' giunti in Germania dopo essere sbarcati nel Belpaese. Sotto accusa il nostro sistema di accoglienza e la mancanza di lavoro

L'Italia non è un Paese sicuro, almeno per i richiedenti asilo. Lo ha stabilito l'Alta Corte amministrativa del Nord Reno-Westfalia, che ha vietato il respingimento in Italia di due richiedenti asilo provenienti dalla Somalia e dal Mali, e che avevano raggiunto la Germania lasciando illegalmente il nostro territorio. "C'è un serio rischio" che le autorità italiane "non riescano a soddisfare i bisogni elementari come vitto e alloggio per molto tempo", ha affermato il tribunale di Munster, secondo quanto riporta il quotidiano Dw.

La sentenza potrebbe avere effetti importanti sulle politiche di contrasto all'immigrazione illegale da parte di Berlino. Proprio in queste settimane, infatti, la Germania aveva ripreso a respingere in Italia i cosiddetti ‘dublinanti’, ovvero i migranti che hanno fatto domanda d’asilo nel Belpaese per poi spostarsi in un altro Paese Ue. Secondo il regolamento di Dublino, il pacchetto di norme sull'immigrazione su cui gli Stati europei provano da anni a trovare un'intesa per riformarle, se si presenta una domanda di asilo in un Paese Ue bisogna restare in quel Paese fino all'esito della procedura, che può arrivare anche dopo diversi mesi. E solo dopo può chiedere di essere trasferito in un altro Stato membro dell'Ue, previa approvazione delle autorità interessate. 

Chi sono i "dublinanti" che la Germania respinge in Italia

E' proprio il caso dei due migranti che hanno presentato ricorso al tribunale di Munster: uno di loro proviene dalla Somalia ed è stato riconosciuto come titolare di protezione in Italia, l'altro, proveniente dal Mali, aveva fatto richiesta, sempre in Italia, di asilo, ma era ancora in attesa di risposta. Entrambi si erano trasferiti in Germania violando gli accordi di Dublino ed erano finiti nella lista dei "dublinanti" da rispedire nel Belpaese. Ma l'Alta Corte amministrativa del Nord Reno-Westfalia ha bloccato il respingimento. 

La motivazione dei giudici tedeschi non ci fa certo onore: il problema è il sistema di accoglienza dei rifugiati italiano. Secondo il tribunale di Munster, nel Belpaese i rifugiati corrono un "serio rischio di trattamento degradante". Il nostro sistema solo "eccezionalmente" prevede cure e alloggio in strutture di accoglienza per persone particolarmente vulnerabili come i malati o le famiglie con bambini. I due migranti hanno lamentato proprio questo, sostenendo di essere indigenti e di non aver trovato nel nostro Paese alloggi o appartamenti disponibili. Inoltre, scrive Dw, i giudici hanno considerato anche "la difficile situazione del mercato del lavoro in Italia", a causa della quale i due migranti "non avrebbero la possibilità di trovare un lavoro che assicuri il loro sostentamento". In definitiva, i due uomini sono minacciati da un "grave pericolo di trattamenti inumani e degradanti", secondo l'Alta Corte amministrativa.

Non si tratta della prima volta che un tribunale tedesco vieta il respingimento dei migranti in un altro Paese Ue: recentemente, due diverse corti amministrative avevano bloccato il ritrono di alcuni rifugiati in Grecia. 

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