Rapporti con lobby, uso fondi e molestie: regole più severe per gli eurodeputati

Trasparenza e standard di condotta: la commissione Affari legali del Parlamento Ue propone un regolamento interno per richiamare alla disciplina gli "onorevoli"

Urla in aula, cartelli esposti, utilizzo ambiguo di fondi pubblici e maltrattamenti sui collaboratori. Chi rappresenta le istituzioni, a Roma come in Europa, non sempre trasmette quel senso di onore e responsabilità che ci si aspetterebbe da degli "onorevoli". La fiducia dei cittadini viene a volte tradita da comportamenti scorretti. Una proposta votata dalla commissione Affari costituzionali dell’Europarlamento mira a prendere di petto il problema, imponendo nuovi criteri di trasparenza e sanzioni per le eventuali inottemperanze. 

Vengono quindi richieste nuove disposizioni volte ad aumentare la trasparenza. I personaggi chiave del processo legislativo - relatori, relatori ombra e presidenti di commissione parlamentate - sono chiamati a pubblicare online tutti gli incontri programmati con i portatori di interessi, le famose lobby già tenute a registrarsi online

Si richiede maggior trasparenza anche nell’uso dei rimborsi pubblici per gli onorevoli. Il sito web del Parlamento verrà quindi aggiornato per consentire tecnicamente agli eurodeputati di pubblicare informazioni sul loro uso della franchigia per spese generali.

I parlamentari europei dovranno anche astenersi da “comportamenti scorretti” come l’esposizione di striscioni e cartelli durante le sedute plenarie, dall’utilizzo di un “linguaggio offensivo”, come dichiarazioni diffamatorie, incitamento all'odio o discriminazioni di varia natura. Il giro di vite coinvolge infine ogni tipo di molestia psicologica o sessuale ai danni dello staff parlamentare. In presenza di comportamenti di tale gravità saranno previste sanzioni di varia natura.

“Questa serie di revisioni del regolamento del Parlamento continua il processo graduale di rendere l’istituzione più efficace, efficiente e trasparente”, ha affermato il relatore Richard Corbett, del gruppo S&D.

L'Eurocamera dovrebbe votare le proposte durante la plenaria di gennaio. Le modifiche approvate entreranno in vigore il primo giorno della tornata successiva alla loro adozione in plenaria, ad eccezione di alcune disposizioni che entreranno in vigore direttamente dopo le elezioni del 2019.

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