L'Ue salda 3 miliardi alla Turchia per i migranti. E Ankara "ruba" il gas a Cipro

La nuova Commissione europea ha annunciato la mobilitazione dell'intero pacchetto di risorse previsto nel 2016, pari a 6 miliardi. Ma sul giacimento conteso nel Mediterraneo Erdogan non fa passi indietro

Il presidente turco Recep Erdogan

Il presidente turco Recep Erdogan potrà mettere adesso in cantina la minaccia, ribadita in questi mesi in più occasioni, di riaprire le porte del suo Paese ai flussi di migranti verso l'Unione europea. Bruxelles, infatti, ha comunicato di aver mobilitato l'intero importo di 6 miliardi di euro stabilito dai Paesi Ue nel 2016 per la cooperazione con Ankara nella gestione dei richiedenti asilo, in particolare di quelli provenienti dalla Siria. Sembrano superate, almeno per il momento, le tensioni per le mosse recenti di Erdogan: l'attacco militare nei confronti dei curdi siriani e le attività di estrazione in un giacimento di gas nel Mediterraneo conteso con Cipro. E questo nonostante proprio in queste ore la Turchia abbia inviato un'altra nave per accaparrarsi un "tesoretto" di idrocarburi su cui già operano l'italiana Eni e la francese Total.

La gestione dei rifugiati

Almeno sui migranti, la cooperazione tra Bruxelles e Ankara procede. La nuova Commissione europea ha confermato che entro la fine dell'anno i fondi erogati, quindi già saldati, raggiungeranno i 3 miliardi, per poi salire a 4 miliardi entro la fine del 2020. Bruxelles ha sempre difeso questa operazione spiegando che le risorse non vanno alla Turchia, ma ai rifugiati: "Grazie al nostro sostegno - spiega Janez Lenarcic, commissario Ue agli Aiuti umanitari - oltre 1,7 milioni di rifugiati a rischio possono avere accesso a servizi di base, come la casa e le cure mediche, e oltre mezzo milione di bambini hanno accesso all'istruzione". In totale, sono 95 i progetti di sostegno avviati finora in Turchia con i fondi Ue. Altri 25 saranno avviati nei prossimi mesi, fa sapere Bruxelles. 

Il giacimento di gas

Se sui migranti le divergenze dovrebbero essere state appianate, lo stesso non si puo' dire per Glaucus, il maxi giacimento di gas scoperto al largo di Cipro, isola da tempo divisa in due tra la zona europea e quella turca: il governo cipriota ha assegnato lo sfruttamento di questo giacimento a una serie di operatori, tra cui Eni e Total. Ma Ankara non ha mai accettato di essere estromessa dal business e ha già avviato le attività di estrazione. In queste ore, la Turchia ha inviato un'altra nave, battente bandiera norvegese, che si aggiungerà alle due già sul posto. 

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Inoltre, di recente, Erdogan ha concluso un trattato sui confini marittimi con il governo di accordo nazionale libico in base al quale invaderà di fatto le acque territoriali di Grecia e Cipro. Mosse a cui l'Ue non intende per ora rispondere. L'Alto rappresentante dell'Unione per gli Affari esteri e la politica di sicurezza, Josep Borrell, infatti, ha detto al "Times" che "per il momento non sono in discussione sanzioni" da imporre alla Turchia. 

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