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Foto Ansa  EPA/JAKUB GAVLAK

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In Slovacchia la strategia dei test di massa ha ridotto i contagi del 60%

Lo afferma uno studio inglese che sottolinea che è stato soprattutto efficace il programma di isolamento non solo dei casi positivi, ma di tutti i loro conviventi

La strategia dei test di massa sulla popolazione adottata lo scorso mese dalla Slovacchia ha pagato e i casi di coronavirus sono diminuiti addirittura del 60% in una sola settimana, grazie soprattutto all'isolamento dei malati e dei loro conviventi.

La strategia

Come racconta il Guardian la Slovacchia ha garantito un'elevata accettazione da parte dei cittadini di sottoporti ai test rapidi richiedendo ai datori di lavoro di non consentire alle persone di lavorare senza un certificato per dimostrare che erano risultati negativi. Chi è risultato positivo è stato messo in quarantena per dieci giorni con la propria famiglia, ma per il periodo di isolamento a tutti è stato pagato l'intero stipendio. A chi riceveva un risultato negativo veniva permesso ovviamente di recarsi al lavoro ma anche di visitare un anziano in una casa di riposo o agli studenti di tornare a casa per le vacanze. Tutto questo però senza eliminare le restrizioni presenti nel paese, ma in aggiunta ad esse. "In Slovacchia, ci sono prove relativamente forti che il blocco e i test di massa abbiano portato a una riduzione molto ampia del carico di infezioni da Covid-19", ha detto il professore associato Stefan Flasche, tra gli autori dello studio messo a punto dalla London School of Hygiene & Tropical Medicine, il cui lavoro è pubblicato in pre-stampa e non è stato ancora sottoposto a peer review.

Test rapidi

La Slovacchia, Paese con una popolazione di circa 5 milioni e mezzo di abitanti, ha usato i test rapidi che erano appena stati approvati dall'Oms, iniziando con una fase pilota a ottobre tra il 23 e il 25 nelle quattro regioni più colpite, seguito da un ciclo di test di massa a livello nazionale il 31 ottobre e il primo novembre novembre. Le regioni col più alto numero di casi sono state nuovamente testate il 7 e l'8 novembre. I test hanno identificato 50mila contagi a persone a cui è stato quindi richiesto di autoisolarsi con le proprie famiglie. "È importante sottolineare che abbiamo scoperto che il maggiore impatto dei test di massa si ottiene mettendo in quarantena i contatti familiari di coloro che risultano positivi", ha affermato Flasche.

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