In vigore i nuovi test sulle auto, a settembre immatricolazioni in caduta libera

Con l’entrata in vigore della World harmonised Light vehicle Test Procedure cali delle vendite del 25% in Italia, 13% in Francia, 31% in Germania, 17% in Spagna e 21% nel Regno Unito

Foto Ansa EPA/LUKAS BARTH

L’entrata in vigore lo scorso primo settembre dei nuovi test sulle emissioni ha coinciso con l’inizio di una frenata nelle vendite di autovetture in tutta Europa. Nel mese d’esordio dei controlli WLTP (World harmonised Light vehicle Test Procedure) si sono registrati cali delle vendite del -25% in Italia, -13% in Francia, -31% in Germania, -17% in Spagna e -21% nel Regno Unito. Tra le case di produzione più colpite dalla stangata di fine estate troviamo, in primis, la tedesca Audi, che segna un netto -55,5% di immatricolazioni nel vecchio continente che contribuiscono a farla calare del -22% su scala globale nelle vendite di settembre. 

Sul banco degli imputati per aver frenato il mercato europeo dei motori è finito ovviamente il nuovo test sulle emissioni che, a ben vedere, all’inizio aveva fatto partire un boom delle vendite durante i mesi estivi. Nei mesi di giugno e luglio, infatti, le immatricolazioni su scala continentale sono aumentate rispettivamente del +5,2% e del +10,5% rispetto agli stessi periodi del 2017. Ma è stato il mese di agosto ad aver fatto sorridere il mercato dell’auto come non era mai capitato nei 31 giorni in cui, solitamente, le case automobilistiche registrano il minor volume d’affari durante l’anno. Con oltre un milione e 100mila immatricolazioni, ad agosto si sono vendute il 31,2% di vetture in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. E allora cosa e’ successo? Il motivo è molto semplice: con l’entrata in vigore dei test più rigidi sull’impatto ambientale, l’industria dei motori ha svenduto i modelli di auto che non rispettano i nuovi parametri.

L’ormai accantonato NEDC (New European Driving Cycle), vecchio sistema di valutazione dei consumi di carburante e di emissioni, è stato infatti sostituito dal WLTP. Mentre il primo test era condotto sui veicoli a una bassa velocità media (34 km/h) con accelerazioni massime a 120 km/h, il nuovo sistema è caratterizzato da una velocità massima oltre i 130 km/h ed una velocità media di 46,5 km/h. La nuova procedura fornisce dunque dati sul consumo di carburante ed emissioni di Co2 più precisi rispetto all’omologazione precedente. Il nuovo protocollo prevede inoltre il test RDE (Real Driving Emissions), pensato e realizzato per quantificare le emissioni su strada. Mentre il sistema precedente permetteva di fare tutti i test in officina, queste verifiche vanno ora praticate su strada, sottoponendo la vettura alle variazioni di parametri casuali come accelerazione, rallentamento, temperatura ambientale e carico.

Dopo il voto della scorsa settimana in plenaria, il Parlamento europeo ha approvato un taglio delle emissioni del 40% da raggiungere entro il 2030. L’effetto WLTP è dunque solo il primo di una lunga serie di strategie commerciali e innovazioni tecnologiche che determineranno la politica industriale delle case automobilistiche nei prossimi anni.

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