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Foto Ansa EPA/GEORGI LICOVSKI

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Test ad hoc e ricerca su nuovi vaccini: ecco il Piano Ue contro le varianti del Covid

La presidente della Commissione von der Leyen: "Il virus si adatta rapidamente e dobbiamo adattare la nostra risposta ancora più rapidamente"

La corsa per vaccinare la popolazione europea nel tentativo di porre fine alla pandemia di coronavirus sta diventando sempre più difficile a causa delle varianti del Sars-CoV-2 che si stanno diffondendo sempre di più, rendendo la malattia più contagiosa e, si teme, in alcuni casi anche resistente ai vaccini. E mentre la variante britannica, la B.1.1.7, è "sulla via di diventare dominante nell'Ue sulle versioni precedenti", la Commissione europea ha lanciato un piano di contrasto, ribattezzato Hera Incubator, che si basa sulla creazione di test ad hoc per scoprire in fretta in nuovi ceppi e in parallelo sullo sviluppo di nuove dosi più adatte a contrastarli.

Adattarsi velocemente

"Il virus si adatta rapidamente e dobbiamo adattare la nostra risposta ancora più rapidamente", ha dichiarato la presidente dell'esecutivo comunitario, Ursula von der Leyen, sottolineando i tre pilastri del piano: identificare e analizzare le varianti più rapidamente, supportare l'adattamento degli attuali vaccini, se necessario, e lo sviluppo di nuovi, e lanciare una rete Ue di sperimentazioni cliniche. Inoltre nel programma rientrano l'approvazione rapida dei vaccini aggiornati e l'aumento della produzione di massa delle dosi. Per sostenere lo sviluppo di test specializzati per nuove varianti e il sequenziamento genomico negli Stati membri ci saranno finanziamenti Ue di almeno 75 milioni di euro. Si punta poi a intensificare la ricerca e lo scambio di dati sulle varianti con un finanziamento di 150 milioni di euro. Sarà anche avviata la rete di sperimentazione clinica Vaccelerate Covid 19, che riunisce 16 Stati membri dell'Ue e cinque Paesi associati, tra cui Svizzera e Israele, per scambiare dati e includere progressivamente anche bambini e giovani adulti come partecipanti alle sperimentazioni cliniche.

Approvare nuove dosi

Per accelerare l'approvazione normativa dei vaccini adattati, sulla base del modello di quelli per l'influenza che prodotti ogni anno, l'Ue fornirà un'approvazione accelerata per le dosi anti Covid 19 adattate. Verrà fornita una guida sui requisiti dei dati per gli sviluppatori da parte dell'Agenzia europea per i medicinali (Ema) in modo che i requisiti per le varianti siano noti in anticipo. Inoltre si faciliterà la certificazione di siti di produzione nuovi o riutilizzati attraverso il coinvolgimento precoce delle autorità di regolamentazione. Poi per il terzo pilastro, aumentare la produzione di vaccini, l'Ue aggiornerà o concluderà nuovi accordi di acquisto anticipato per sostenere lo sviluppo di vaccini nuovi e adattati attraverso i finanziamenti dell'Ue. Ma ciò allo stesso tempo non dovrebbe impedire all'Unione di prendere in considerazione fonti esterne all'Europa, se necessario, a condizione che soddisfino i requisiti di sicurezza di Bruxelles.

Vaccini prima linea di difesa

Le varianti del coronavirus "possono avere un impatto reale sulla nostra battaglia contro la Covid-19”, e per questo “è importante capire che i vaccini autorizzati sono la prima linea di difesa e al momento sono efficaci contro le varianti che conosciamo e che sono presenti nell'Ue. Ma le varianti, per loro natura, mutano, e la nostra difesa deve evolversi con loro", ha avvertito la commissaria europea alla Salute Stella Kyriakides, che ha chiesto agli Stati membri dell'Ue di aumentare rapidamente la capacità di sequenziamento genomico dei risultati dei test Covid, in modo da rilevare le mutazioni, portandola almeno al "5%" dei risultati positivi, rispetto all'attuale 1%. "Dobbiamo tracciare in modo deciso e interconnesso”, ha continuato Kyriakides assicurando: “Siamo qui per sostenere gli Stati, rendendo disponibili laboratori, in collaborazione con l'Ecdc, per un rapido scambio di informazioni".

Agenzia per la difesa biomedica

Il piano è considerato come il primo embrione della futura agenzia Ue per la difesa biomedica Hera, che la Commissione von der Leyen intende creare sul modello della Barda (Biomedical Advanced Research and Development Authority), agenzia governativa Usa che ha fatto la differenza nella corsa allo sviluppo dei vaccini anti Covid. L'Unione ha scarse competenze in campo sanitario, che è uno dei campi lasciati alla gestione nazionale degli Stati membri, è questo si è rivelato un problema durante la pandemia di Covid-19, in cui la risposta comune è stata molto difficile. Ora Bruxelles vuole provare a cambiare le cose, seppure nei limiti consentiti dai trattati.

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