Tesi copiata, da von der Leyen al premier Sachez: i leader Ue accusati di plagio

Il caso della ministra italiana Azzolina non è isolato in Europa: diversi esponenti di spicco, compresa l'attuale presidente della Commissione, hanno avuto a che fare con polemiche simili. E non tutti si sono dimessi

Cosa accomuna la ministra italiana dell'Istruzione Lucia Azzolina alla presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, e al premier spagnolo Pedro Sanchez? Oltre al fatto di essere stati esponenti di spicco nei rispettivi governi nazionali, i tre politici condividono un aspetto meno graficante: tutti e tre sono stati accusati di aver copiato, in maniera più o meno evidente, le proprie tesi di laurea. E tutti e tre hanno risposto picche alle richieste di dimissioni.

Già, perché a dispetto del mantra ripetuto in questi giorni soprattutto tra le fila dell'opposizione in Italia, non sempre il presunto plagio di un'opera accademica ha portato a contraccolpi politici. In Germania, per esempio, proprio l'allora ministra della Difesa e oggi leader della Commissione Ue, von der Leyen, rifuto' di fare un passo di lato dopo che un sito internet specializzato nella ricerca di plagi e guidato da tale Martin Heidigsfelder scopri' che l'esponente della Cdu tedesca aveva superato il "limite tollerabile" delle citazioni nella sua tesi di specializzazione in ginecologia nel 1991. Von der Leyen si difese con forza accusando a sua volta gli "attivisti su internet cercano di seminare dubbi sulle tesi di laurea dei politici". E non si dimise. Al contrario di quanto aveva fatto l'ex collega di governo Annette Schavan,

Come Azzolina, anche Schavan era ministra dell'Istruzione. Il "cacciatore di plagi" Heidigsfelder scopri' nel 2013 che la sua tesi di dottorato risalente al 1980, conteneva oltre 100 passaggi copiati senza fonte. A mettere in particolare imbarazzo l'esponente del governo (anche lei della Cdu, oltre a essere amica e alleata di Angela Merkel), il fatto che l'ex docente di teologia era stata particolarmente severa due anni prima nel giudicare il ministro della Difesa, Karl-Theodor zu Guttenberg colpito dalle medesime accuse. "Come una persona che si è guadagnata il dottorato 31 anni fa ed ha seguito molti altri candidati come docente, provo vergogna per lui", aveva detto parlando dell'allora 29enne pupillo della Merkel, la cui ascesa fu bloccata dall'accusa di aver copiato, per il 70 per cento, la tesi di dottorato conseguito all'Università di Beyruth. Anche per questo, Schavan fu costretta a dimettersi.

Anche in altri Paesi europei negli anni scorsi accuse di plagio hanno portato a dimissioni eccellenti. Come quella del presidente della repubblica ungherese Pal Schmitt che si è dimesso nel 2012 dopo essere stato accusato di aver copiato, 20 anni prima, la sua tesi di dottorato sugli sport olimpionici. Lo stesso anno finiva sotto accusa il primo ministro della Romania, Victor Ponta, per una tesi che sarebbe stata copiata per oltre il 50%. Due commissioni confermarono il plagio, ma il premier rimase al suo posto.

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Uno dei casi più recenti di dimissioni di ministri per accuse di plagio si è registrato in Spagna: nel 2018 la ministra della Sanità socialista, Carmen Monton, si è dimessa pochi giorni dopo che il giornale Abc aveva rivelato irregolarità riguardanti la tesi del master conseguito nel 2011. Nel giro di pochi giorni le stesse accuse vengono poi rivolte al premier socialista Pedro Sanchez, riguardo a un presunto plagio delle sua tesi di dottorato conseguita all'Università Camilo José Cela di Madrid sulle "Innovazioni della diplomazia economica spagnola". "È chiaramente falso", fu la netta replica della Moncloa che minacciava azioni legali a difesa "dell'onore e dignità del premier". Il quale è rimasto ben saldo alla guida del governo. 

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