Terrorismo, Parigi espellerà oltre 200 estremisti dopo la decapitazione dell'insegnante

Tra i primi arresti per l'assassinio del 47enne Samuel Paty c'è anche un noto agitatore islamista già noto alle forze dell'ordine. Aveva accompagnato un genitore a scuola per chiedere la revoca del professore che aveva mostrato in classe le caricature di Maometto

Una donna, nel corso della manifestazione contro il terrorismo dopo l'assassinio dell'insegnante francese Samuel Paty, mostra la controversa copertina del settimanale satirico Charlie Hebdo con le caricature del profeta Maometto. Foto: ANSA/YOAN VALAT

Il Governo francese si prepara ad espellere 231 persone sospettate di avere convinzioni religiose estremiste. I nomi si trovano in una lista in possesso dell’Eliseo. La notizia, apparsa su diverse agenzie di stampa internazionali, arriva da una fonte del sindacato di polizia a due giorni dalla decapitazione di un insegnante da parte di un islamista di origine russa. La vittima, il 47enne Samuel Paty, sarebbe diventata obiettivo degli estremisti per aver esposto le vignette satiriche che raffigurano il profeta Maometto. Nella lista di sospetti ci sono 180 persone attualmente in prigione e 51 individui che verranno arrestati nelle prossime ore, ha rivelato la fonte del sindacato di polizia.

La stretta sulle espulsioni da parte del Governo di Parigi arriva alla luce dei primi arresti dei responsabili dell’attacco terroristico. Tra questi c’è anche un noto agitatore islamista di nome Abdelhakim Sefraoui. Il detenuto aveva accompagnato dal preside il padre di un'alunna per chiedere la revoca dell'incarico del professore di storia e geografia che aveva mostrato in classe le caricature di Maometto. Il padre dell'alunna, che aveva poi postato su Internet un video di denuncia contro il professore, è anche lui fra le persone fermate dalla polizia. Abdoulakah Anzorov, il 18enne sospetto islamista e autore materiale della decapitazione, è rimasto ucciso in uno scontro con la polizia a seguito dell’attacco. Anzorov era nato in Russia da una famiglia cecena. Godeva dello status di rifugiato. Al momento non è chiaro se vi sia un legame diretto fra Sefraoui e Anzorov.

Nel 2004, Sefraoui aveva fondato il collettivo Cheikh Yassine, dal nome del leader di Hamas ucciso quell'anno dagli israeliani. Nel 2009 aveva organizzato una protesta contro il rettore della moschea di Parigi, Dalil Boubakeur, attaccato per la sua disponibilità al dialogo con Israele. Nel 2009, dopo che aveva minacciato i partecipanti ad una manifestazione contro il velo integrale, alla quale era presente il primo ministro Manuel Valls, il prefetto di Saint Denis aveva cercato invano di revocare la sua nazionalità francese, che Sefraoui, di origine marocchina, ha ottenuto grazie al matrimonio. Quando Sefraoui ha accompagnato il genitore dalla preside si era presentato come presidente di un “consiglio degli imam di Francia”, che non risulta legalmente registrato. Secondo il giornale Le Point, la sua presenza al colloquio era stata registrata dalla polizia locale, ma la nota era arrivata ai servizi solo a metà della settimana ed era rimasta lettera morta.

L’Eliseo definisce gli estremisti come “persone che, impegnate in un processo di radicalizzazione, probabilmente vorranno andare all'estero per unirsi a gruppi terroristici o prendere parte ad attività terroristiche” sul suolo francese. La risposta all’attacco da parte del presidente Emmanuel Macron arriva anche in seguito alle pressioni da parte dei partiti conservatori e di estrema destra affinché la Francia assuma una posizione più dura nei confronti dei cittadini stranieri ritenuti una minaccia per la sicurezza.

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