Sicurezza, l'Ue rafforza lo scambio di informazioni: niente più segreti sul terrorismo

Gli Stati membri saranno tenuti a comunicare anche agli altri Paesi i dettagli a disposizione su eventuali o possibili attacchi. Più facile anche il monitoraggio dell'immigrazione irregolare

Esercitazioni antiterrorismo in Francia Foto Ansa EPA/GUILLAUME HORCAJUELO

L'Unione europea si appresta a rafforzare il Sistema d'Informazione Schengen (Sis) con l'intento di migliorare lo scambio di informazioni utili alla lotta a terrorismo, criminalità transfrontaliera e migrazione irregolare. Con l'approvazione definitiva della riforma gli Stati saranno tenuti a condividere tra di loro tutti i dettagli legati ad eventuali atti terroristici. I deputati hanno adottato in Plenaria tre progetti di regolamento che aggiorneranno il database più utilizzato per la sicurezza interna e la gestione delle frontiere in Europa.

Cos'è il Sis

"Il Sis è la spina dorsale dello scambio d’informazioni in Europa per le guardie di frontiera e le autorità di contrasto. Questa riforma preparerà il sistema per il futuro, migliorerà la sicurezza e garantirà la libera circolazione, ha rivendicato il correlatore, Carlos Coelho, popolare portoghese. Il Sis è stato istituito nel 1995 dopo l'abolizione dei controlli alle frontiere nello spazio Schengen. Una versione più avanzata (nota come "Sis II") è stata istituita nel 2006 ed è diventata operativa nel 2013. Il sistema è utilizzato da 30 Paesi in Europa e nel 2017 è stato consultato 5 miliardi di volte. Attualmente, le autorità che hanno accesso questo sistema sono quelle preposte al controllo delle frontiere, di polizia, doganali, giudiziarie e di migrazione.

La riforma

Con la riforma anche l’Europol avrà accesso a tutte le segnalazioni del sistema, mentre l'Agenzia europea delle guardie costiere e di frontiera (Frontex) disporrà dell’accesso alle segnalazioni di sua competenza. "A causa della mancanza di scambio di informazioni tra i Paesi membri, un cittadino di un paese terzo che ha l'obbligo di rimpatrio può facilmente evitare tale obbligo recandosi in un altro Stato membro. Le politiche di rimpatrio dovrebbero essere più efficaci, altrimenti sarà molto difficile mantenere il sostegno per l’accoglienza dei richiedenti asilo che hanno bisogno del nostro aiuto", ha sottolineato un altro relatore, il popolare olandese Jeroen Lenaers.

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Le novità

Tra le novità introdotte ci sarà l’obbligo per le autorità nazionali di condividere i dettagli degli atti terroristici con tutti gli Stati membri, segnalazioni preventive per i minori a rischio di rapimento, in particolare per quanto riguarda la sottrazione di bambini da parte dei genitori, e per le persone vulnerabili, e nuovi avvisi sui rimpatri, per agevolare l'esecuzione delle decisioni di uno Stato membro sul rimpatrio nel paese di origine di un cittadino di un paese terzo il cui soggiorno risulti irregolare. Le nuove norme, già concordate dai negoziatori del Parlamento e del Consiglio a giugno, richiedono ora solo l'approvazione formale del Consiglio.

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