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Domenica, 14 Aprile 2024
Visioni divergenti

Lo scontro tra i leader Ue su Israele e Gaza: "Borrell in Cina ma mai a Tel Aviv"

Forti tensioni tra i vertici delle istituzioni europee su come gestire il conflitto in Medio Oriente. Il capo della diplomazia europea aveva ribadito ad Israele i limiti del diritto a difendersi

La guerra tra Israele e Hamas sta incendiando gli animi a livello globale, con contrasti esacerbati anche a livello delle istituzioni europee. Nonostante la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen abbia tentato inizialmente di creare un fronte unito e compatto a sostegno di Israele, come fatto in precedenza con l'Ucraina, i vertici istituzionali e quelli degli Stati membri appaiono molto più divisi e sembra chiaro che per creare un quadro europeo coeso sul Medio Oriente non si possono ignorare i diritti della popolazione palestinese.

Limiti al diritto di difesa di Israele

Già la scorsa settimana la politica degli Stati dell'Unione europea rispetto al conflitto tra Israele e Hamas era stata caratterizzata da messaggi contrastanti, in particolare sugli aiuti ai palestinesi. Da che in una prima dichiarazione i sussidi dovevano sparire, Bruxelles ha deciso invece di triplicare gli aiuti umanitari per i civili a Gaza. L'ultimo acceso dibattito riguarda le dichiarazioni dell'Alto rappresentante dell'Ue per la Politica estera, Josep Borrell. "Israele ha diritto di difendersi, come ogni Paese che viene attaccato in quel modo, ma siamo tutti uniti nel dire che il diritto alla difesa ha dei limiti, in questo caso sanciti dal diritto internazionale umanitario", ha affermato Borrell durante il suo intervento in aula al Parlamento europeo. "Dobbiamo poter condannare sia gli attacchi terroristici contro Israele ma anche gli attacchi contro i civili palestinesi", ha aggiunto il capo della diplomazia dell'Ue. "Non possiamo rendere tutti gli abitanti di Gaza responsabili di Hamas", ha precisato ribadendo: "Per noi Hamas è un'organizzazione terroristica che non hai mai voluto la pace ma solo la distruzione". L'Alto rappresentante ha evidenziato che "anche per le guerre ci sono regole, tagliare acqua e approvvigionamento di base ad una popolazione non è compatibile con il diritto bellico". Infine ha ricordato come, a seguito dei bombardamenti Israeliani successivi all'attacco di Hamas, "a Gaza ci sono già tremila morti e un quarto sono bambini".

Nessun viaggio a Tel Aviv

Le parole di Borrell hanno scatenato una serie di critiche, in particolare da parte di Manfred Weber, leader del gruppo parlamentare dei popolari europei (Ppe). "Borrell io la rispetto ma in un momento in cui abbiamo visto la centralità del ruolo della regione, in cui Blinken (segretario di Stato Usa, ndr) viaggiava verso il Medio Oriente, lei è andato in Cina. Negli ultimi quattro anni lei non è mai andato in Israele per dialogare nel tentativo di stabilire un processo di pace", ha attaccato Weber parlando durante il dibattito sul conflitto in Medio Oriente a Strasburgo. Il 13 ottobre, circa una settimana dopo il violento attacco di Hamas contro Israele, con migliaia di morti e centinaia di persone prese in ostaggio, Borrell si è recato in Cina per incontrare il ministro degli Esteri Wang Yi, al fine di intensificare le relazioni bilaterali Ue-Cina, nonché discutere sulle questioni internazionali e regionali. A recarsi in Israele è stata invece la presidente della Commissione Ursula von der Leyen, dello stesso partito di Weber: "Noi siamo risolutamente in difesa di Israele, ringrazio la presidente von der Leyen per il suo viaggio, in questa situazione difficile l'Europa deve essere coesa", ha aggiunto il leader dei popolari europei. Nel corso del dibattito, in realtà, sono stati numerosi gli interventi dei parlamentari europei che, nel ribadire severe condanne nei confronti di Hamas e delle sue atrocità, hanno ricordato come prioritario anche l'interesse di proteggere i palestinesi innocenti, parimenti vittime del conflitto.

Opinioni divergenti

Quando l'Ucraina è stata invasa nel febbraio del 2022, Bruxelles era riuscita a coordinare una condanna pressoché unanime nei confronti della Russia, con le relative sanzioni e i colori ucraini giallo-blu diffusi in tutte le istituzioni, tra bandiere, abiti e gadget vari. Questa coesione sembra assente rispetto al conflitto in Medio Oriente. La sera del 17 ottobre, dopo che lo Stato di Israele è stato accusato di aver bombardato un ospedale a Gaza, il presidente del Consiglio europeo Charles Michel ha dichiarato che attaccare le infrastrutture civili è un atto contrario al diritto internazionale. Anche se le responsabilità di questo attacco, che ha ucciso almeno 500 persone, non sono state ancora chiarite, Michel si è subito espresso in una conferenza stampa al termine di una videoconferenza dei leader dell'Ue, programmata proprio per coordinare la linea dei 27 sul conflitto Israele-Hamas. Molto più cauta invece von der Leyen, che a proposito del presunto bombardamento israeliano ha detto: "Sono appena stata informata dell'incidente", aggiungendo di aver bisogno di conferme non potendo "commentare in questo momento". Il grande assente all'incontro dei leader dell'Ue è stato il primo ministro ungherese Viktor Orbán, che si trovava in Cina per fare il punto sulla Via della Seta nel corso del Belt and road Forum. Lì il leader ungherese ha incontrato il presidente russo Vladimir Putin sancendo la loro alleanza con una storica stretta di mano, la prima fotografata tra il presidente russo e un leader dell'Ue da quando il Cremlino ha intrapreso l'invasione in Ucraina. Un'altra crepa nel castello comune europeo.

Von der Leyen contestata

Anche rispetto alle affermazioni di Borrell, Michel e von der Leyen hanno reagito diversamente. "Quando si tagliano le infrastrutture di base, quando si taglia l'accesso all'acqua, quando si taglia l'elettricità...tutto ciò non è in linea con il diritto internazionale", ha detto il presidente belga del Consiglio europeo alla stampa. La presidente tedesca dell'esecutivo Ue, interpellata sullo stesso tema, si è limitata a dire che "è importante guardare alla dichiarazione dei leader oggi", sfuggendo ad ulteriori precisazioni. L'attivismo di von der Leyen era stato molto criticato nei giorni scorsi, quando che si era recata in Israele con la presidente del Parlamento Ue Roberta Metsola seppur priva di un mandato dei governi. Dopo aver sostenuto inizialmente una posizione di totale appoggio al governo israeliano, senza accennare alla necessità di rispettare il diritto internazionale per tutelare il popolo palestinese, la presidente dell'esecutivo Ue è stata costretta a riequilibrare le sue dichiarazioni e a rinnovare il sostegno economico a Gaza. Qualcuno deve averle ricordato che la politica estera è una prerogativa degli stati membri e non della Commissione europea.

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