"Il lavoro da casa sia un diritto anche dopo il coronavirus"

L'iniziativa del ministro degli Esteri tedesco: "Chiunque voglia e il cui impiego lo consenta dovrebbe essere in grado di farlo anche quando la pandemia sarà finita"

Foto Ansa EPA/FRIEDEMANN VOGEL

L'emergenza coronavirus ha segnato un cambiamento profondo nelle nosre vite, delle nostre abitudini, del nostro modo di stare in società. E per quanto generalmente queste nuove abitudini siano generalmente stressanti, non sono tutte sbagliate o cattive. Alcune, al di là dell'emergenza, dovrebbero essere mantenute anche in futuro perché giusto. Ad esempio il ministro del Lavoro tedesco, Hubertus Heil, vuole sancire per legge il diritto di lavorare da casa se è possibile farlo, anche dopo che la pandemia di coronavirus sarà conclusa.

Diritto al telelavoro

Il politico socialdemocratico ha dichiarato all'edizione domenicale del giornale Bild am Sonntag che intende presentare tale proposta di legge in autunno. Ha affermato che le stime iniziali suggeriscono che la percentuale dei dipendenti che lavorano da remoto è aumentata dal 12% al 25% durante la crisi del Covid-19, a circa 8 milioni di persone. "Chiunque voglia e il cui lavoro lo consenta dovrebbe essere in grado di lavorare in un ufficio a casa, anche quando la pandemia sarà finita", ha affermato Heil, "stiamo imparando quanto lavoro si può fare da casa".

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Scelta non forzatura

Heil ha sottolineato che il governo vuole "consentire più lavoro a domicilio, ma non forzarlo", ipotizzando che le persone potrebbero scegliere di passare interamente al lavoro da casa o optare solo per il lavoro in remoto per uno o due giorni alla settimana. I socialdemocratici di Heil, partner della coalizione di governo della cancelliera Angela Merkel, avevano già chiesto a dicembre, molto prima dello scoppio dell'epidemia virale, che fosse istituito il diritto a lavorare da casa.

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