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Tav, l'Ue ‘gela’ l’Italia: analisi costi-benefici inutile, la valutazione è già stata fatta

La commissaria ai Trasporti Bulc: “Opera decisa in seguito ad una procedura di valutazione che ha avuto esito positivo. Il Pd chiede al governo di “cambiare idea”

L’analisi costi-benefici per la Tav voluta dal governo italiano è inutile nella misura in cui “non attualmente necessaria”. Lo scrive il commissario europeo per i Trasporti, Violeta Bulc, nella risposta scritta all’interrogazione in materia presentata dagli eurodeputati del Pd. Il progetto della linea ferroviaria ad alta velocità per il collegamento tra Torino e Lione, ricorda, “è stato selezionato in seguito ad una procedura di valutazione che ha avuto esito positivo”, e nello specifico questa valutazione si trova nell’analisi costi-benefici “presentata dall'Italia e dalla Francia nel 2015”.

L’iniziativa dell’esecutivo italiano serve solo a rallentare i lavori di completamento dell’opera e mettere in dubbio l’infrastruttura per cui l’Ue ha messo a disposizione “813 milioni di euro, che sarà versato in diverse rate in base all'avanzamento del progetto”. Alla luce delle risposta dell’Ue “il governo cambi idea”, incalza Mercedes Bresso, una delle firmatarie dell’interrogazione.

Una marcia indietro che sembra obbligata per Patrizia Toia, capo-delegazione del Pd in Parlamento europeo. “Le rete servono ad integrare. Senza la Tav l’Italia si isola. Questo è un esempio dell’isolamento dell’Italia dall’Europa”. I parlamentari democratici avvertono: “Si rischia la perdita dei fondi” comunitari se si rinuncia al progetto, e si rischia anche l’avvio di contenziosi con l’Ue per l’eventuale richiesta di restituzione delle risorse già erogate.

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