Lunedì, 27 Settembre 2021
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Più tasse sul tabacco e divieto di aromi, insorge la lobby del narghilè: "Il nostro consumo occasionale"

L'Ue ha annunciato di voler aumentare i prezzi di tutti i prodotti per tabagisti, incluse le varianti di nuova generazione. Proteste anche dei produttori di sigarette elettroniche

La Commissione europea ha dichiarato guerra al tabacco, “responsabile per il 15-20% dei casi di cancro in Europa”. In occasione del lancio della nuova strategia contro i tumori, Bruxelles ha anche annunciato di voler creare “entro il 2040 una generazione di europei che non fumi, e quindi completamente ‘Tobacco-Free'”. Gli obiettivi legati alla lotta contro il cancro sono stati presentati alla stampa dal vicepresidente della Commissione europea Margaritis Schinas, il quale ha ammesso di essere lui stesso “un ex fumatore che sa quanto sia difficile smettere”. Il politico Ue ha anche promesso che “verrà armonizzata la tassazione di prodotti derivati dal tabacco come le e-cigarette” e che si procederà a un "riesame della Direttiva sulla tassazione dei prodotti derivati dal tabacco per aumentarne l'imposizione fiscale”. Un annuncio che non è piaciuto per niente all’industria dei nuovi prodotti per tabagisti. 

Insorge la lobby del narghilè

“I risultati dei sondaggi dell’Eurobarometro dimostrano chiaramente che l'uso del narghilè è occasionale”, si legge in un tweet della European Shisha Community Alliance, la lobby che rappresenta a Bruxelles le imprese produttrici di tabacco aromatizzato da fumare con il narghilè, oggetto tipico dei Paesi del Medio Oriente. Il piano Ue di lotta contro il cancro sottolinea anche la specifica volontà di “lavorare in piena trasparenza verso imballaggi semplici” dei prodotti a base di tabacco “e un divieto totale degli aromi” che consentono, ad esempio, di fumare prodotti al sapore di frutta. “Ciò avrebbe un impatto sproporzionato sulle comunità minoritarie in Europa”, scrive ancora la lobby del narghilè, che viene definito “un prodotto del tabacco aromatizzato” e per questo più sensibile a “qualsiasi divieto sugli aromi”. 

Svapare o fumare?

Un’altra organizzazione di rappresentanza industriale che non nasconde la propria delusione per la scelta di aumentare le tasse anche ai “nuovi prodotti” per tabagisti è l’Independent European Vape Alliance, la lobby della sigaretta elettronica. “La nuova strategia Ue trascura uno strumento importante per la salute pubblica: la riduzione del danno”, si legge in una nota dei rappresentanti dello ‘svapo’. “Eliminando l'uso del tabacco, si potrebbero evitare nove casi su dieci di cancro ai polmoni”, ricorda l’organizzazione citando ricerche svolte in materia. Ma la Commissione europea “si concentra ancora una volta sull'approccio ‘smetti o muori’ invece di creare una politica realistica sulla dipendenza”, afferma il professor Heino Stover dell'Istituto tedesco per la ricerca sulle dipendenze presso l'Università di scienze applicate di Francoforte. L’esperto, citato nella nota della lobby dell’e-cigarette, fa notare che “Gran Bretagna, Nuova Zelanda e Canada stanno usando la sigaretta elettronica come uno strumento principale nella lotta contro l'uso del tabacco e hanno dimostrato di avere molto successo”. Un argomento che, secondo la categoria, dovrebbe convincere l’Ue a fare retromarcia sull’aumento delle tasse sulle ‘bionde’ elettroniche.

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