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Migranti, la Germania vuole chiudere le frontiere interne dell'Europa. Tajani: "Così in fumo il 2% del Pil"

Il presidente del Parlamento europeo contro l'ipotesi di riattivare i controlli alle dogane fra i paesi Ue per fermare i movimenti di clandestini e richiedenti asilo. E chiede 6 miliardi per la Libia

Se non si raggiungerà un accordo sulla gestione dei richiedenti asilo, a partire dall'istituzione di centri chiusi in Italia per ridurre i cosiddetti movimenti secondari, la Germania potrebbe chiudere le proprie frontiere. Un'ipotesi che per il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani costituirebbe "un grave errore". Nel corso del vertice Ue in corso a Bruxelles, Tajani ha spiegato che "chiudere le frontiere interne provocherebbe una serie di reazioni a catena che non soltanto non risolverebbero il problema dell'immigrazione secondaria, ma arrecherebbero un danno enorme alla nostra economia europea pari secondo me a 1 o 2 punti di Pil" per tutta l'Unione.

Le proposte di Tajani

Le soluzioni allo stallo sui migranti, secondo Tajani, sono essenzialmente due: riformare il regolamento di Dublino e chiudere la rotta del Mediterraneo centrale. "Ho chiesto al premier Giuseppe Conte di sostenere la riforma di Dublino approvata dal Parlamento Ue che prevede la ridistribuzione automatica e obbligatoria dei richiedenti asilo tra tutti i paesi Ue", ha spiegato Tajani a margine dell'incontro con il presidente del Consiglio. Sul secondo punto, parlando con i leader Ue, Tajani ha avanzato la proposta di "avere degli stanziamenti di sei miliardi di euro per risolvere il problema del corridoio libico, simile a quella sul corridoio balcanico e la prima risposta positiva l'ho ricevuta dal Commissario europeo Oettinger che ha detto che è ragionevole". 

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